A partire dal 1° maggio 2026 entra in vigore una novità operativa che interessa direttamente tutte le aziende che, nell’ambito delle proprie operazioni, si trovano a dover determinare correttamente l’aliquota IVA applicabile alle merci: gli accertamenti tecnici rilasciati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli saranno trasmessi, al momento della loro emissione, anche alla Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate .
Si tratta di un cambiamento apparentemente semplice, ma che in realtà incide su un aspetto molto delicato della gestione fiscale e doganale: il coordinamento tra classificazione doganale e corretta applicazione dell’IVA. L’accertamento tecnico, infatti, è uno strumento utilizzato dagli operatori per ottenere un parere qualificato dall’Ufficio Tariffa e Classificazione sulla natura di un prodotto, spesso proprio con l’obiettivo di chiarire quale aliquota IVA debba essere applicata.
Fino ad oggi, questo strumento si collocava in un’area “intermedia” tra dogana e fiscalità: il parere tecnico veniva rilasciato dall’Agenzia delle Dogane, ma la sua rilevanza ai fini IVA richiedeva comunque un passaggio ulteriore nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Con la nuova disposizione, questo collegamento viene formalizzato e reso sistematico, attraverso una trasmissione diretta dell’accertamento anche all’amministrazione fiscale, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il coordinamento informativo tra le due autorità .
È fondamentale però chiarire un punto operativo che il documento evidenzia in modo esplicito e che le aziende non devono sottovalutare: la trasmissione dell’accertamento tecnico all’Agenzia delle Entrate avviene “per conoscenza” e non sostituisce in alcun modo l’obbligo, in capo al soggetto interessato, di attivare una specifica istanza di interpello ai sensi dell’articolo 11 dello Statuto del contribuente. In altre parole, il parere tecnico non diventa automaticamente vincolante ai fini fiscali e non determina di per sé l’aliquota IVA applicabile.
Questo significa che il processo corretto resta articolato in due fasi distinte ma complementari: da un lato l’accertamento tecnico doganale, che consente di inquadrare correttamente il prodotto dal punto di vista merceologico e tariffario; dall’altro l’interpello all’Agenzia delle Entrate, che è lo strumento attraverso cui si ottiene una posizione ufficiale e vincolante sul trattamento IVA. La novità sta nel fatto che oggi queste due fasi non sono più completamente separate, ma dialogano tra loro fin dall’origine.
Dal punto di vista pratico, questo rafforza la coerenza tra le due amministrazioni e dovrebbe ridurre il rischio di interpretazioni divergenti, ma allo stesso tempo aumenta il livello di attenzione richiesto alle aziende. Se prima era possibile considerare l’accertamento tecnico come uno strumento “preparatorio”, oggi esso entra a far parte di un flusso informativo condiviso, che può essere valutato anche dall’Agenzia delle Entrate sin dalle fasi iniziali.
Ne deriva una conseguenza molto concreta: la richiesta di accertamento tecnico deve essere gestita con maggiore consapevolezza e precisione, perché le informazioni fornite, le descrizioni del prodotto e le finalità dichiarate non restano più circoscritte all’ambito doganale, ma possono influenzare anche la successiva valutazione fiscale.
In questo scenario, diventa ancora più importante che le aziende costruiscano una documentazione tecnica solida, coerente e allineata tra le diverse funzioni interne – doganale, fiscale, commerciale – evitando disallineamenti che potrebbero emergere proprio nel confronto tra le due amministrazioni.
La novità, quindi, non semplifica il processo ma lo rende più integrato e, di fatto, più “trasparente” per l’amministrazione. Il beneficio per le imprese sarà una maggiore certezza del diritto, ma solo a condizione di gestire correttamente l’intero percorso, dall’analisi tecnica del prodotto fino alla formalizzazione della posizione fiscale tramite interpello.
La tua azienda utilizza accertamenti tecnici per determinare l’aliquota IVA dei prodotti? C-Trade ti supporta nella gestione coordinata tra classificazione doganale e fiscalità, predisponendo richieste tecniche coerenti e accompagnandoti anche nella fase di interpello, per ridurre i rischi e ottenere certezze operative.