Antidumping

Antidumping: in scadenza tre misure chiave su prodotti chimici e siderurgici

By 21 Agosto 2025No Comments

La Commissione europea ha pubblicato tre avvisi di imminente scadenza relativi a misure antidumping che interessano settori molto diversi ma strategici per l’economia europea: chimica di base, siderurgia e additivi alimentari. Si tratta di dossier che, pur appartenendo a comparti differenti, convergono su un punto centrale: la difesa del mercato interno da pratiche di concorrenza sleale provenienti da paesi terzi.

I casi in scadenza

  1. Acido citrico – Attualmente soggetto a dazio antidumping sulle importazioni dalla Cina e, in estensione, dalla Malesia (Regolamento di esecuzione (UE) 2021/607). La misura, frutto di un riesame già avvenuto, scadrà il 16 aprile 2026.
  2. Tubi saldati di ferro o acciaio non legato – Provenienti da Bielorussia, Cina e Russia, sono regolati dal Regolamento di esecuzione (UE) 2021/635. La scadenza è fissata al 20 aprile 2026.
  3. Glutammato monosodico – Additivo alimentare di largo impiego, soggetto a misure contro le importazioni da Cina e Indonesia, disciplinate dal Regolamento di esecuzione (UE) 2021/633. Anche in questo caso la scadenza è il 20 aprile 2026.

Procedura di riesame

Gli avvisi non segnano automaticamente la fine delle misure. I produttori europei interessati hanno la possibilità di presentare una richiesta di riesame, dimostrando che la scadenza dei dazi rischierebbe di far persistere o ritornare le pratiche di dumping e i conseguenti danni per l’industria europea.
Se la Commissione decide di riaprire il dossier, importatori, esportatori e autorità dei paesi coinvolti avranno voce in capitolo, potendo presentare osservazioni o confutazioni.

Un equilibrio delicato tra tutela e apertura

Le misure antidumping restano strumenti di politica commerciale di grande rilievo, in grado di tutelare comparti vitali (come l’acciaio e la chimica) da pratiche scorrette che alterano la concorrenza. Tuttavia, esse incidono anche sulle filiere a valle, che potrebbero subire un aumento dei costi di approvvigionamento. La sfida per l’Unione europea è mantenere un equilibrio tra la protezione dell’industria comunitaria e l’esigenza di garantire un flusso efficiente e competitivo di merci.

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