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Brexit: dalla May a Johnson . Ecco cosa è successo

Brexit: dalla May a Johnson . Ecco cosa è successo

La Uk si appresta a diventare definitivamente un paese terzo e di conseguenza ad aver applicato sugli scambi commerciali i dazi di un paese che non fa parte dell’Unione Europea. Ma andiamo con ordine e raccontiamo brevemente le tappe principali della Brexit fino ad oggi.

Novembre 2018: via libera dal governo May e Ue

Lo scorso 14 novembre arriva il via libera politico all’intesa raggiunta con la Ue da parte del governo di Theresa May. Il 25 novembre si conferma l’intesa con il sì da parte dei 27 stati membri che hanno dato l’assenso al divorzio consensuale tra Unione Europea e Regno Unito.

Dicembre 2018: arriva la bozza del contratto con la Ue

Dopo un vertice tra capi di Stato e di governo i paesi della Ue hanno inviato una bozza dell’intesa sulla Brexit a Theresa May con le direttive concordare e inoltre la clausula sul ‘backstop’, una precauzione e indicazione di garanzia sulle frontiere aperte con l’Irlanda in modo da garantire una sicurezza e da usare solo per un breve periodo.

Gennaio 2019: cambia tutto

La Camera dei Comuni inglese boccia tutto nonostante le rassicurazioni della May, il sistema di garanzie di confine senza barriere tra Irlanda e Irlanda del no. La mozione viene bocciata con 325 voti contrari e 306 a favore. E’ la prima sconfitta per il governo May.

 

Marzo 2019: ancora un no da Westmister

Dopo consigli straordinari per una nuova intesa con Bruxelles la May continua a non trovare un appoggio in Parlamento. La Camera boccia tutto per la seconda volta, con 391 voti contrari, 149 deputati astenuti e 242 a favore. Ma il 13 marzo la Camera dei Comuni inglese vota anche contro l’opzione di una Brexit ‘no deal’. La May inizia a parlare di dimissioni in cambio di un voto favorevole all’accordo di divorzio consensuale con la UE. Per la terza volta il primo ministro inglese sottopone alla Camera dei Comuni l’intesa con Bruxelles ma arriva l’ennesima sconfitta.

Tramonta così ogni possibilità di un’uscita indolore della Uk dall’Unione Europea. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk convoca un vertice straordinario per il 10 aprile. La Brexit è la priorità.

Aprile 2019. Arriva una nuova proroga fissata per il 31 ottobre

Una hard Brexit, il pericolo di nuovi contrasti con l’Irlanda fa chiedere a Bruxelles ancora una estensione del rinvio fissato al 22 maggio. La May cerca un’intesa con l’opposizione, si cerca una via, un accordo che possa passare dal voto di Westmister. E con un solo voto a favore, il primo ministro inglese riesce a far passare una legge che obbliga il governo May a evitare il ‘no deal’ e a chiedere un’ulteriore proroga della Brexit all’Ue. Proroga che arriva e che viene fissata con termine ultimo per il 31 ottobre. Ma non è ancora finita.

Maggio 2019: è ufficiale la Uk dovrà partecipare alle elezioni Europee del 23 maggio

Durante il mese di maggio, dopo aver stabilito che la partecipazioni alle elezioni Europee è inevitabile per la Uk, continuano le trattative e i negoziati tra le forze politiche del governo inglese. Da un lato l’opposizione del laburista Jeremy Corbyin in cerca di una ‘Brexit-soft’ e i Tory di Theresa May. Si vuole arrivare ad una scelta definitiva entro il 2 luglio, prima dell’insediamento del nuovo Europarlamento. Il 21 maggio però il primo ministro inglese preseta alla Camera dei Comuni una nuova proposta: votare un secondo referendum sulla Brexit. Immediata la reazione del leader laburista. Il no è secco. Dopo l’ultima sconfitta di Theresa May l’annuncio delle sue dimissioni è ormai una certezza. Il 24 maggio annuncia ufficialmente le dimissioni dalla carica di primo ministro che arriveranno il 7 giugno. “Ho fatto il possibile per trovare un accordo per la Brexit e ho il rammarico di non esserci riuscita”.

Giugno 2019: le dimissioni di Theresa May

Il 7 giugno dopo mesi di trattative, incontri, vertici e proposte per la May non c’è più alcun dubbio. Le dimissioni. Il 7 giugno del 2019 lascia la guida del governo e del partito conservatore, e apre ufficialmente le trattative per trovare il suo successore. Tra le proposte: Boris Johnson, accesso brexiteer, il ministro dell’Ambiente Michael Gove e Jeremy Hunt. 

Luglio: Boris Johnson è il nuovo ministro del governo inglese. “La Brexit si farà”

Era stato già tra i favoriti, Boris Johnson viene eletto come capo del partito conservatori. E’ l’ex ministro degli Esteri. Il 24 luglio viene ufficialmente nominato primo ministro del Regno Unito, il 14esimo premier del regno di Elisabetta II. Il neo primi ministro annuncia che lavorerà sin da subito per trovare un nuovo e migliore accordo con la Ue e che la Brexit sarà definitiva nella data concordata.

 



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