Inizia il conto alla rovescia per l’uscita di Uk dall’Unione Europea, prevista per il prossimo 31 ottobre. Una data che si avvicina sempre di più e che, secondo il primo ministro britannico, sarà definitiva, anche se si vocifera di un accordo, per scongiurare l’Hard Brexit, in via di definizione previsto appunto per Halloween. Ma i toni tra Uk e Ue non sono affatto amichevoli.

Dieci anni di campagne, tre di discussione

In una nota d’agenzia, trasmessa ieri da tutti i quotidiani inglesi, Boris Johnson ha confermato la sua intenzione di rispettare l’ultima data, anche se non si trovasse un accordo.

“Dopo dieci anni di campagne, tre anni di discussioni e mesi di rinvii senza senso, mancano ormai 25 giorni al momento in cui l’appartenenza del Regno Unito all’Ue giungerà al termine. Il 31 ottobre faremo le valigie e ce ne andremo. Ora si tratta solo di vedere se Bruxelles ci saluterà con un accordo gradito da entrambe le parti o se saremo costretti ad andarcene per conto nostro”, scrive l’ex ministro degli Esteri scaricando sull’Unione Europea il barile di un eventuale no-deal.

Da parte sua Bruxelles non ci sta ai diktat imposti da Boris Johnson e ribadisce ancora una volta che la decisione di un’uscita senza accordo rimane del governo britannico.

Intanto i mercati rispondono negativamente alla Brexit ed è soprattutto quello obbligazionario a risentire degli squilibri politici. Il mercato infatti che conta circa 3 bilioni di dollari in obbligazioni, titoli di stato inglesi, sta cadendo in picchiata. Tanti investitori stanno lasciando un mercato considerato appunto non sicuro.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]