Unione Europea

Bruxelles accelera sulla “semplificazione” normativa: equilibrio tra competitività e autonomia regolatoria

By 29 Ottobre 2025No Comments

Ciò che era nato come un piano per alleggerire la burocrazia europea e rendere le imprese più competitive, si sta trasformando in uno strumento di diplomazia economica: la nuova agenda di semplificazione dell’UE è oggi vista anche come un modo per rassicurare Washington e ridurre le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

Da quando il presidente Donald Trump ha minacciato di introdurre nuovi dazi sui prodotti europei, Bruxelles si trova infatti di fronte a un difficile equilibrio: da un lato difendere la propria autonomia normativa e i principi del Green Deal; dall’altro evitare un’escalation commerciale che penalizzerebbe fortemente l’industria europea.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha fatto della “semplificazione” una delle priorità del suo secondo mandato.

Nel corso dell’ultimo anno, la Commissione ha predisposto una serie di misure per ridurre gli oneri amministrativi e regolatori in quasi tutti i settori: dall’ambiente all’agricoltura, dalla transizione digitale alla difesa.

L’obiettivo ufficiale è sostenere la competitività delle imprese europee, in un contesto globale dominato da rivali come Stati Uniti e Cina. Ma la semplificazione ha anche una valenza geopolitica: secondo fonti di Bruxelles, essa risponde in parte alle critiche di Washington, che da tempo accusa l’UE di eccessiva regolamentazione nei confronti delle multinazionali americane.

In estate, durante un incontro in Scozia tra von der Leyen e Trump, le due parti hanno concordato di “ridurre gli effetti restrittivi delle norme europee sul commercio transatlantico”, in particolare per quanto riguarda il Regolamento sulla catena di approvvigionamento, la rendicontazione di sostenibilità, il meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e il Regolamento sulla deforestazione (EUDR). Tutti questi ambiti sono già stati oggetto di revisione o semplificazione da parte della Commissione.

Secondo il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen, la strategia di Bruxelles è paragonabile a un “ovetto Kinder”: la semplificazione rappresenta un vantaggio per le imprese europee, ma al suo interno nasconde anche un messaggio rassicurante per gli Stati Uniti.

La spinta alla deregolamentazione, tuttavia, non arriva solo da oltre Atlantico.
Ben 19 leader europei, tra cui Macron, Merz, Meloni e Tusk, hanno firmato un appello comune per una revisione sistematica della normativa UE, chiedendo l’eliminazione delle regole “superflue o sbilanciate” e un “flusso costante di misure di semplificazione”.

L’iniziativa si collega direttamente alle raccomandazioni di Mario Draghi ed Enrico Letta, che nei rispettivi report hanno sottolineato la necessità di rafforzare la competitività europea per evitare una “lenta agonia industriale”.

Nonostante l’ampio consenso politico, la Commissione insiste sul fatto che la semplificazione non comporterà un abbassamento degli standard.

Come ha chiarito Olof Gill, portavoce della Commissione per il commercio, “l’autonomia normativa dell’UE non è negoziabile”. Anche Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione e responsabile per la concorrenza, ha ribadito che “non ci sarà competitività in una corsa al ribasso”: ridurre la burocrazia non significa rinunciare alla qualità della regolazione ambientale o digitale europea.

Il percorso resta complesso. Il primo pacchetto di semplificazione – che riduce gli obblighi di rendicontazione ESG per le imprese – ha già diviso la coalizione politica che sostiene la Commissione, mentre la revisione delle politiche agricole ha incontrato forti resistenze da parte del settore.

In parallelo, le richieste di smantellare alcune normative, come la direttiva sulla due diligence nelle catene di fornitura, hanno suscitato critiche tra chi teme un indebolimento dell’agenda verde e del cosiddetto “effetto Bruxelles”, ossia la capacità dell’UE di fissare standard globali che influenzano la regolazione internazionale.

La nuova stagione della “semplificazione europea” si presenta come un esercizio di equilibrio delicato: Bruxelles vuole alleggerire il peso normativo per le imprese, rispondere alle pressioni politiche interne e allo stesso tempo mantenere alta la credibilità del proprio modello regolatorio nel mondo. Un’operazione che mira a rendere l’Europa più competitiva — ma senza perdere la sua identità normativa.

 

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