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Cannabis? Si blocca il giro d’affari e la Dogana stoppa la cannabis sativa L

Cannabis? Si blocca il giro d’affari e la Dogana stoppa la cannabis sativa L

La Cannabis continua ad essere al centro di numerose polemiche, ma non solo in Italia, anche da altre parti del mondo. Si blocca infatti il giro di affari che aveva entusiasmato, solo due anni fa, investitori da tutti i punti del mondo, da quando in Canada era stato dato il via alla legalizzazione piena.

Speculazioni in borsa che hanno effettivamente smosso il mercato per tutto il 2018 ma che negli ultimi giorni si sta ribaltando, mandando in fumo, quasi 30 miliardi di dollari. Ci sono titoli che solo lo scorso settembre 2018 valevano quasi 20 miliardi di dollari e che oggi valgono poco più di due. E in Italia?

In Italia dal 30 maggio 2019, com’è noto, si è stoppata tutta l’attività di vendita della Cannabis sativa L., normalmente importata dalla Svizzera, con una sentenza della Corte di Cassazione, pubblicata sul sito delle Dogane, che stoppa questa merce, e vieta appunto al pubblico la commercializzazione di infiorescenze, olio e resina derivanti. Rimane lecita solo la coltivazione di canapa nelle varietà iscritte al Catalogo e che elenca tassativamente i derivati della predetta coltivazione che possono essere commercializzati”, sicché la cessione, la vendita, e in genere la commercializzazione al pubblico dei derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L., quali foglie, inflorescenze, olio, resina, son condotte che integrano il reato di cui all’art. 73, d.P.R. n. 309/1990, anche a fronte di un contenuto di THC inferiore ai valori indicati dall’art. 4, commi 4 5 e 7, legge n. 242 del 2016, salvo che tali derivati siano in concreto privi di ogni efficacia drogante o psicotropa, secondo il principio di inoffensività. In poche parole devono essere dimostrati praticamente dal venditore che siano appunto privi di effetti droganti.

 



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