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Brexit

Inizia il conto alla rovescia per l'uscita della Uk dall'Unione Europea prevista per il prossimo 31 ottobre. Una data che si avvicina sempre di più e che sarà definitiva secondo il primo ministro britannico, anche se si vocifera di un accordo, per scongiurare l'Hard Brexit, in via di definizione previsto per appunto Halloween. Ma i toni tra Uk e Ue non sono affatto amichevoli. In  in una nota d'agenzia, trasmessa ieri da tutti i quotidiani inglesi,  Boris Johnson ha confermato la sua intenzione a rispettare l'ultima data anche se non si trovasse un accordo. "Dopo dieci anni di campagne, tre anni di discussioni e mesi di rinvii senza senso, mancano ormai 25 giorni al momento in cui l'appartenenza del Regno Unito all'Ue giungerà al termine. Il 31 ottobre...

L Hard Brexit è ormai data per scontata. L'uscita della Uk dall'Unione Europea in modalità definita 'Hard' appunto è quella più plausibile, a meno che e in extremis il Parlamento, al momento chiuso, non chieda un'ulteriore proroga a Bruxelles, e che questa sia poi accettata dal parlamento dell'Unione Europea. Ma intanto come organizzare il mondo delle importazioni e esportazioni da e verso i paesi del Regno Unito? L'Agenzia dell'Entrate ha, proprio qualche giorno fa, pubblicato un manuale d'uso per gestire il recesso dall'Ue della Gran Bretagna. Lo trovate in formato pdf proprio qui . E sintetizzando i punti più importanti, il documento  dal titolo: 'Scenari economici per l'esportazione legati al recesso del Regno Unito' indica appunto le modalità doganali da utilizzare per ottimizzare tempi e gestire le entrate...

La Uk si appresta a diventare definitivamente un paese terzo e di conseguenza ad aver applicato sugli scambi commerciali i dazi di un paese che non fa parte dell'Unione Europea. Ma andiamo con ordine e raccontiamo brevemente le tappe principali della Brexit fino ad oggi. Novembre 2018: via libera dal governo May e Ue Lo scorso 14 novembre arriva il via libera politico all'intesa raggiunta con la Ue da parte del governo di Theresa May. Il 25 novembre si conferma l'intesa con il sì da parte dei 27 stati membri che hanno dato l'assenso al divorzio consensuale tra Unione Europea e Regno Unito. Dicembre 2018: arriva la bozza del contratto con la Ue Dopo un vertice tra capi di Stato e di governo i paesi della Ue hanno inviato una bozza...

Il buon Guglielmo ha emozionato schiere di lettori e influenzato moltitudini di emuli. Un suo illustre connazionale, moderno e più libertino, ha scritto: “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”. E allora, let’s go talking about. About Brexit, of course. Mirabile, il potere dei mezzi di informazione, capaci di creare la coscienza dei fatti, certo, ma anche di illudere una realtà virtuale, dove non il reale a creare la notizia, bensì l’esatto opposto. La Brexit è un problema, finchè se ne parla; basta non parlarne, per dissolverla, nell’immaginario popolare, in un vago ricordo, almeno fino al termine dell’estate (guai distrarre la massa dai circenses sotto il solleone), quando la nuova deadline del 31 ottobre comincerà minacciosamente ad...

E alla fine, quasi ai quarti di finale e dopo un negoziato durato otto ore, la Gran Bretagna l'ha spuntata ancora. L'Ue ha accettato un'altra proroga per la Brexit fissata al 31 ottobre, il tempo necessario per capire se e come il governo inglese affronterà la questione: con una nuova legge oppure con l'abrogazione della suddetta Brexit. Sul tavolo delle trattative lo scontro più duro è stato tra Germania, che voleva addirittura estendere la proroga al prossimo anno, e la Francia che invece voleva un'uscita immediata per evitare che appunto il Governo inglese mettesse bocca sulle prossime europarlamentari, per le quali, a questo punto dovrà presentarsi e partecipare. Un accordo sofferto ma necessario secondo il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: "Ci siamo messi d'accordo...

Siamo sinceri. L’affaire Brexit intriga ben oltre la preoccupazione per le conseguenze commerciali a danno dei sudditi di Sua Maestà o degli innocenti cittadini unionali. La schizofrenia imperante, così lontana dall’immagine dell’aplomb anglosassone che la storia ci ha regalato; il valzer politico, attori deputati conservatori e laburisti che si lamentano, si dissociano, danzano sulle ceneri di un bipolarismo granitico, come nemmeno al Royal Ballet. La pervicace perseveranza di Theresa May, strenuo baluardo delle legioni brexiters moderate, fautrici di un dolce addio, assediata da miopi oltranzisti di sangue blu, da un lato e da liberisti più per necessità di partito che per convinzione etica, dall’altro, tanto da palesare l’immagine di un fervido attaccamento allo scranno di Downing Street, italica virtù da secoli dispensata nel Belpaese da integerrimi rappresentanti del...

Cosa accadrà per nel mercato italiano con l'avvento della Brexit? In che modo l'Italia, in quanto paese appartenente all'Unione Europea ne sarà coinvolta? A porre questi interrogativi, la scorsa settimana al Coldiretti ha tracciato un primo punto della situazione. L'Inghilterra importa oggi molti prodotti dall'Italia da vari settori, sia da quello agroalimentare sia da quello meccanico ingegneristico. E i dati parlano chiaro, la UK importa alimentari e vini per circa 58 milioni di euro, valore alla dogana, ed è il sesto paese al mondo nella spesa annua di importazione di prodotti dell'agroalimentare, di cui il 70% solo dai paesi della Ue. Solo in Italia il mercato UK vale 3,3 -3,5 mld annuo Dati alla mano solo per  l’Italia il mercato UK vale 3,3-3,5 mld euro l’anno di cui...

Lo scenario peggiore, quello del 'No deal' per intenderci,  si sta delineando con forza per il Theresa May e con una a lei riservata inviata dal più alto funzionario pubblico britannico si parla di pesanti ripercussioni sull'economia britannica e sulla sua sicurezza. Sedwill consigliere del premier sulla sicurezza nazionale non nasconde le sue preoccupazioni nelle 14 pagine inviate alla May, avvertendo il primo ministro sulle conseguenze durissime che innescherebbe appunto il 'No deal': i prezzi dei generi alimentari subirebbero un'impennata del 10%, pesanti rincari sui prodotti freschi, le imprese che commercializzano con la Ue sarebbero penalizzate e rischierebbero addirittura la bancarotta e per evitarli il Governo, in primis, sarebbe chiamato in causa con salvataggi pubblici. Un'intera economia a rischio che porterebbe la Gran Bretagna in recessione con...

“Pensare è la cosa meno salutare al mondo e le persone muoiono di ciò come muoiono di altre malattie. Fortunatamente, in Inghilterra, in ogni caso, il pensiero non si afferma. Il fisico splendido del nostro popolo è interamente dovuto alla stupidità nazionale”. Il sense of humor di Oscar Wilde ha valicato i secoli, cavalcato la storia, disegnato l’ironia della vita; ed oggi, con la sua naturale arguzia, come potrebbe Oscar Fingal O'Flahertie Wills qualificare il comportamento dei suoi connazionali? Ancora Brexit. Qualcosa di nuovo? Apparentemente no. La Camera dei Comuni ha respinto per la terza volta il Withdrawal Agreement; Theresa May si avvia verso la pensione; la UE, come le stelle, rimane a guardare, ufficialmente non parla, ma il buon Tusk tweetta in continuazione, malcostume politico non solo italiano, parrebbe. Nihil...

C'era da aspettarselo o da augurarselo. Dipende dai punti di vista. Per la Brexit si allungano i tempi dell'entrata in vigore e della conseguente uscita dall'UE. Una deroga è quella che Theresa May ha strappato al Consiglio europeo di Bruxelles o che le è stata concessa da Donald Tusk? Il 'No Deal' come la si metta è scongiurato, almeno per adesso, anche se dopo questa notizia si è sollevato un grande polverone contro appunto Donald Tusk. Durante la riunione della giornata di ieri i più duri sono stati Macron,  il lussemburghese Bettel e il belga Michel che volevano mantenere una linea dura contro la May e metterla letteralmente fuori la porta. Nessun'altra proroga. Questa era non solo l'idea ma una presa di posizione dettata dalle politiche liberali di cui sono...

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