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Buon Lunedì

«Le risorse proprie iscritte nel bilancio generale dell’Unione europea sono costituite dalle entrate provenienti da prelievi, premi, importi supplementari o compensativi, importi o elementi aggiuntivi, dazi della tariffa doganale comune e altri dazi fissati o da fissare da parte delle istituzioni delle Comunità sugli scambi con Paesi terzi, dazi doganali sui prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione del trattato, ormai scaduto, che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, nonché contributi e altri dazi previsti nell’ambito dell’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero». Dazio = imposta indiretta sui consumi, di riscossione mediata, che colpisce la circolazione dei beni da uno stato all’altro; tra le tante classificazioni, ricordiamo i dazi fiscali, che mirano esclusivamente a fornire un’entrata allo stato; i dazi economici, protettivi, industriali, diretti principalmente...

 Il futuro è adesso   L’Agenzia delle Dogane prosegue nello sviluppo e nell’implementazione del sistema nazionale, con l’intenzione di anticipare l’Unione europea nella gestione informatizzata di alcuni istituti doganali; e, in ogni caso, 2022 e 2025 non sono, poi, così lontani. Così chiosavamo, qualche mese or sono. Folgorati sulla strada di Damasco da una presentazione non così sfavillante nella forma, quanto affascinante nei contenuti proiettati nel medio termine. Perché se è vero che la vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti, sovente le speranze albergano nella nostra mente, ma si realizzano nelle azioni altrui. Abbiamo atteso, pazientemente. E il verbo ha parlato. Il mantra: l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, alla base della creazione della cosiddetta douane sans papier, è un elemento essenziale per garantire agevolazioni al commercio...

Partire è un po’ morire rispetto a ciò che si ama. Si parte con le valigie e si parte con il pensiero. Partono le persone, partono le aziende, Si parte per abbandonare, si parte per ritornare, si parte per sopravvivere. La italica mediocrità nell’investire su chi investe. La italica stupidità di vedere un nemico sociale in chi investe. La italica particolarità di soffocare la passione nel vuoto formalismo. Vinte dalla fame, le aziende, medie e piccole, varcano le colonne d’Ercole del provincialismo e partono alla conquista del nuovo mondo. Operazione perigliosa anzichenò. “Il successo dipende dalla preparazione precedente, e senza una tale preparazione c'è sicuramente il fallimento”; Confucio fonte inesauribile di millenaria saggezza. Internazionalizzazione. L’internazionalizzazione può essere intesa come il processo attraverso il quale le imprese investono all'estero, con l’obiettivo di conquistare progressivamente quote di mercato. Sovente, viene confusa con...

  Ci sono notizie che godono di una subitanea fortuna mediatica, al di là della loro effettiva importanza. Ci sono notizie destinate a cadere, a volte inspiegabilmente, in un vuoto silenzio, al di là della loro effettiva importanza. Medesima sorte colpisce anche provvedimenti normativi, chiarimenti amministrativi, orientamenti giurisprudenziali; a dotte e filosofiche disquisizioni dottrinali si contrappongono pagine di bianco candore. C’era una volta……la procedura di domiciliazione. Un novello Eldorado dove (quasi) tutti vivevano felici e contenti. Un istituto magico, sufficiente sfregare la lampada e si dissolvono le lunghe attese nei porti, le soste negli spazi doganali, i ritardi conseguenti alle inefficienze dell’odiata burocrazia, il giogo degli handlers dei terminals portali e degli hub aeroportuali, il dissanguamento dell’anticipo dei diritti agli spedizionieri doganali. Se “crepare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio”, a...

Sono lontani i tempi del romanticismo gramsciano, che vedeva nella connessione sentimentale tra governanti e popolo il segreto della buona politica. E chissà cosa penserebbe il buon Jefferson, padre dell’indipendenza statunitense, che predicava l’onestà quale arte del buon governo. Le capriole istituzionali non ci affascinano. I programmi di governo (?) un po’ di più. Nebbia e clausole di stile popolano, per scelta o per necessità è ardua sentenza, i buoni propositi del nuovo esecutivo, tra i quali leggiamo: “Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere”. Eh sì, le infrastrutture sono importanti; nel “Piano strategico nazionale...

 Welcome back!   Si brinda sulle spiagge all’ultimo tramonto agostano, il sole che nuota nell’acqua tiepida del crepuscolo inonda di rosso l’orizzonte fisico e i buoni propositi per l’inverno. Si affretta il passo sui sentieri in quota, incoraggiati da un’aria fine, gli occhi annegati nel verde, lo sguardo oltre le vette a disegnare un domani sperato. E ancora sui laghi, sui fiumi, in campagna, in collina, la malinconia ad accompagnare il pensiero di una vita nuovamente normale, mentre si corre fermi in autostrada, le code, l’ufficio, la scuola, i colori fiammanti dell’autunno a dissolversi nel grigio cinereo di novembre. Scorrono veloci gli ultimi attimi fuggenti di questa estate calante, un’estate che ci ha regalato immagini da proiettare nel futuro prossimo. La crisi di governo italiana più sconclusionata della storia, ad esempio. Lo...

Simili a caselli autostradali lungo la via del mare la vigilia di Ferragosto sono gli sportelli delle casse delle sezioni doganali nei giorni di scadenza di pagamento dei conti di debito. Le prime luci dell’alba accolgono schiere disordinate di spedizionieri, custodi di inestimabili ricchezze trasferite negli ambiti assegni circolari, vocianti legionari pronti a dare l’assalto al fortino della cassa, trofeo l’agognato Conalbi da apporre, con inchiostro rosso, quale trofeo di caccia, ovvero prova della quietanza di pagamento. Quanto poveri sono coloro che non hanno pazienza, cantava il bardo Shakespeare. E se è vero che la pazienza è potere, è un attimo perdere ciò che il tempo ha creato: la fila prendeva vita in forme indistinte, lo scoccar delle ore dipingevo colti sfiniti, che traducevano la stanchezza in rabbia...

 “I grandi operatori della logistica e dei trasporti che agiscono su scala globale ci chiedono maggiore omogeneità nei processi dei diversi porti. Processi e prassi differenti comportano infatti diseconomie anche per gli operatori e gli imprenditori del settore. Con il nostro progetto vogliamo proprio arrivare ad una maggiore standardizzazione dei processi doganali, reingegnerizzandoli, rendendoli più semplici e omogenei sul territorio. La soluzione messa a punto dall’Agenzia ha il vantaggio di essere aperta al dialogo con qualsiasi sistema informativo attualmente utilizzato dalle Autorità portuali e valorizza le sinergie tra tutti gli attori coinvolti”. Non rivestono, certo, il pathos delle parole pronunciate da Sir Winston Churchill il 13 maggio 1940 alla Camera dei Comuni di Londra, consapevoli presaghe di una storica tragedia; né l’epica drammaticità latina delle frasi...

Il 1° maggio 1941 è una data da scoprire. Non compare sui libri di storia contemporanea, ma è l’alba di una nuova consapevolezza, la scintilla accesa da un artista svela l’obsolescenza di una pietra angolare del costituzionalismo liberale, l’dea della separazione di tre poteri quale garanzia di uno sviluppo democratico della realtà sociale. Ignorato e dileggiato prima, idolatrato poi, Citizen Kane, da noi conosciuto come Quarto Potere, rivela sullo schermo e subisce nella realtà la suggestione di un’informazione ormai assurta a oracolo della coscienza sociale. Il povero Montesquieu non poteva certo immaginare una deriva profana della sacralità democratica, apparente antitesi del potere derivante dal segreto, dalla conoscenza rapita, l’Edipo Re del maestro Sofocle primo tragico esempio di un silenzio bugiardo. Il profumo di libertà del web ha reso ancor...

Il buon Guglielmo ha emozionato schiere di lettori e influenzato moltitudini di emuli. Un suo illustre connazionale, moderno e più libertino, ha scritto: “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”. E allora, let’s go talking about. About Brexit, of course. Mirabile, il potere dei mezzi di informazione, capaci di creare la coscienza dei fatti, certo, ma anche di illudere una realtà virtuale, dove non il reale a creare la notizia, bensì l’esatto opposto. La Brexit è un problema, finchè se ne parla; basta non parlarne, per dissolverla, nell’immaginario popolare, in un vago ricordo, almeno fino al termine dell’estate (guai distrarre la massa dai circenses sotto il solleone), quando la nuova deadline del 31 ottobre comincerà minacciosamente ad...

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