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CBAM: Consiglio e Parlamento UE trovano l’accordo per semplificare il meccanismo

By 21 Agosto 2025No Comments

Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), uno dei pilastri del Green Deal europeo, fa un passo avanti decisivo verso una gestione più semplice e sostenibile per le imprese. Il 18 giugno 2025, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio nell’ambito del pacchetto legislativo “omnibus I”, volto a semplificare e rafforzare il funzionamento del sistema.

Il CBAM resterà pienamente operativo nella sua funzione principale – garantire che le importazioni di beni ad alta intensità di carbonio rispettino gli stessi standard ambientali delle produzioni europee – ma con regole più snelle e meno costose, in particolare per le PMI.
L’accordo ribadisce che il sistema continuerà a coprire circa il 99% delle emissioni incorporate nei beni CBAM, mantenendo intatti gli obiettivi climatici dell’UE.

Le principali novità introdotte

  • Soglia de minimis unica: esenzione dagli obblighi CBAM per gli importatori che non superano le 50 tonnellate annue di merci CBAM. Una misura pensata per sollevare soprattutto PMI e piccoli operatori, oggi gravati da costi amministrativi sproporzionati.
  • Semplificazione delle procedure: nuove regole per l’autorizzazione degli importatori, la raccolta dei dati, il calcolo e la verifica delle emissioni incorporate.
  • Maggiore flessibilità finanziaria: revisione del sistema di calcolo dell’esposizione finanziaria dei dichiaranti CBAM e possibilità di tener conto dei prezzi del carbonio già pagati nei Paesi terzi.
  • Rappresentanti doganali: introduzione di regole più chiare sul ruolo dei rappresentanti indiretti, che potranno assistere gli operatori nel rispetto delle nuove disposizioni.
  • Finanziamento trasparente: specificazioni sulle modalità di copertura dei costi per la piattaforma centrale CBAM, che gestirà la vendita dei certificati ai dichiaranti.

L’accordo dovrà ora ricevere l’approvazione formale del Consiglio e del Parlamento europeo, prevista entro settembre 2025. Se confermato, entrerà in vigore a inizio 2026, accompagnando la fase di piena operatività del CBAM.

La spinta alla semplificazione non è casuale: risponde alle richieste arrivate dai leader europei con le relazioni Letta (“Much more than a market”) e Draghi (“The future of European competitiveness”), oltre che alla dichiarazione di Budapest del novembre 2024, che invocava una vera e propria “rivoluzione di semplificazione”.
Il ministro polacco Adam Szłapka, che guida la presidenza del Consiglio, ha definito l’accordo “un passo avanti verso la riduzione degli oneri amministrativi e il rafforzamento della competitività europea”.

Per le aziende italiane – in particolare importatori di acciaio, alluminio, fertilizzanti e cemento – la revisione porterà un notevole alleggerimento burocratico. Le PMI, spesso escluse dai grandi schemi di compliance, beneficeranno soprattutto della nuova soglia di esenzione.
Tuttavia, per le imprese più grandi restano obblighi stringenti, e sarà cruciale prepararsi per tempo con sistemi di tracciamento delle emissioni, procedure di calcolo affidabili e strategie di gestione dei certificati CBAM.

Il compromesso raggiunto a Bruxelles segna un passo importante: meno burocrazia per gli operatori, senza arretrare sugli obiettivi climatici. Un equilibrio difficile ma necessario, che renderà il CBAM più sostenibile non solo per l’ambiente, ma anche per il tessuto economico europeo.

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