È stato ufficialmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il regolamento di modifica del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM), che introduce un pacchetto di semplificazioni e misure di rafforzamento volto a rendere il sistema più efficiente, proporzionato e sostenibile.
Si tratta dell’ultimo passo dell’iter di adozione formale, firmato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, nell’ambito delle iniziative legislative “Omnibus I”.
L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre gli oneri amministrativi per imprese e autorità doganali, dall’altro mantenere alta l’efficacia del CBAM nel contrastare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e promuovere una concorrenza leale tra operatori europei e partner esteri.
Il principale intervento introdotto dal regolamento è la nuova soglia di esenzione di 50 tonnellate annue per i beni soggetti al CBAM. Le imprese che importano meno di tale quantitativo saranno esentate dagli obblighi di dichiarazione e rendicontazione.
Secondo le stime della Commissione, questa misura permetterà di escludere circa 182.000 importatori – in gran parte PMI e operatori privati – pur continuando a coprire oltre il 99% delle emissioni complessive.
Per gli importatori che rientrano nell’ambito di applicazione del CBAM, il regolamento introduce procedure semplificate per:
- l’autorizzazione dei dichiaranti,
- il calcolo e la comunicazione delle emissioni incorporate,
- il rispetto della responsabilità finanziaria legata al meccanismo.
Le modifiche sono pensate per ridurre i costi di conformità e gli oneri amministrativi, rendendo il sistema più accessibile e proporzionato, soprattutto per le piccole e medie imprese.
A partire dal 2027, la Commissione Europea potrà inoltre stabilire prezzi predefiniti del carbonio per i Paesi terzi che già applicano meccanismi nazionali di fissazione del prezzo delle emissioni.
Questi valori, pubblicati nel registro CBAM insieme alla metodologia di calcolo, faciliteranno il confronto tra sistemi e promuoveranno una maggiore trasparenza e coerenza a livello globale.
Con questa revisione, l’Unione Europea conferma la volontà di rendere il CBAM uno strumento stabile e pragmatico, capace di sostenere la transizione verde senza compromettere la competitività delle imprese europee.