Si torna a parlare di Eur 1. Come sappiamo l’EUR 1 e l’EUR Med sono i certificati che attestano la
preferenzialità della merce che scortano, ovvero l’esportatore, chiedendo l’emissione di detti certificati, attesta che è in possesso di tutte le prove che dimostrano che la merce venduta in un Paese accordista sia stata interamente ottenuta o sufficientemente lavorata in base alle regole di origine contenute negli accordi. Tali certificati sono atti pubblici
e se emessi con superficialità possono “costare” caro in quanto l’errore sfocia in reato. ADM ha in più occasioni caldamente consigliato agli operatori economici di acquisire lo status di esportatore autorizzato, “costringendoli” a prendere in mano il tema origine, ma ad oggi sono ancora tante le aziende che non hanno richiesto l’autorizzazione e che continuano a richiedere allo spedizioniere doganale l’emissione dei certificati; e ADM li rilascia senza controlli preventivi.

Infatti, è ancora in vigore la circolare ADM del 2003 che consente agli operatori economici di previdimare i moduli EUR 1, EUR Med e ATR, in bianco, da usare nel corso della giornata e i certificati non utilizzati saranno annullati e riconsegnati all’Ufficio il giorno seguente.

È stata più volte “minacciata” da ADM l’abrogazione di questa circolare al fine di rilasciare i certificati
solo in presenta di una reale necessità e comunque contestualmente al flusso della dichiarazione doganale, ma, ad oggi sono state concesse già molte proroghe. Le proroghe sono figlie dello stato di emergenza proclamato dal Consiglio dei ministri a seguito della pandemia da Covid-19.

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