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Come fare business in Giappone!

Come fare business in Giappone!

Lo scorso 1 febbraio del 2019 è entrato in vigore uno degli accordi più importanti che l’Unione Europea abbia mai siglato con un paese terzo, si tratta del EPTA, altresì l’accordo di libero scambio tra i paesi dell’Unione Europea e il Giappone con l’obiettivo di abbattere i tassi, le barriere, soprattutto in ambito alimentare e di promuovere iniziative di interscambio appunto tra le parti. E i risultati sono arrivati.

“Cadi sette volte e rialzati otto” è un detto giapponese che riflette nella maniera migliore il loro modo di vivere, commerciare ed essere.

Nei primi due mesi dall’entrata in vigore del Jefta le importazioni verso il Giappone del Made in Italy sono aumentate dell’11%. Un grande successo!

Rimangono ancora in fase di scoperta gli investimenti italiani verso il Giappone, questo è un fattore dovuto soprattutto alla poca conoscenza della cultura giapponese da parte dell’Italia e del mercato anche se ci sono state importanti operazioni, come l’ingresso di Leonardo nel mercato giapponese, l’acquisizione di Magneti Marelli da parte di Calsonic Kansei.

L’Italia investe poco rispetto agli altri stati europei questo perché il Giappone è un mercato maturo e ci sono tanti esempi, il SogoShosha, erede dei zaibatsu imperiali, un modello di business unico al mondo dove troviamo mega-conglomerati e economie di scala a livello globale per una produzione di oltre il 15% sul Pil nazionale e il 33 % di esportazione e il 18% di import.

Si tratta di un modello di business orientato verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. Sono queste le parole chiave per entrare in Giappone e fare affari con le loro aziende e esportare prodotti Made in Italy, come il caso di Furla .



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