Gli eCommerce viaggiano a velocità triplicata rispetto al solo 2019. Uno tra gli effetti dell’epidemia da covid-19 ma in realtà rientra in un processo già in atto da dieci anni.

La domanda che gli utenti online ma anche i distributori è una?

Come e quanto si pagano i dazi sugli acquisti online?

Li paga la piattaforma durante l’acquisto o li paga chi acquista?

Risponde a questo quesito l’Agenzia delle Dogane e Monopoli che in una nota disciplina cosi la materia.

“L’acquisto di prodotti tramite internet- dichiara- può presentare numerosi vantaggi, ma è comunque soggetto ad adempimenti di natura doganale e fiscale compreso l’eventuale pagamento di dazio, Iva e, ove richiesto, accise”.

Oltre al prezzo dell’acquisto della merce, se essa proviene da paesi non appartenenti alla Comunità Europea, come la Cina, o gli Usa, può essere richiesto il pagamento di dazi e l’Iva.

Ecco un piccolo prospetto: 

 

VALORE                      DAZIO              IVA

Fino a 22 Euro               NO                       NO

da 22,01 Euro a 150      NO                       SI

oltre i 150 Euro              SI                         SI

 

Chi cura la spedizione, spedizioniere o altro, può inoltre preventivamente richiedere il pagamento del importo sia per i servizi di trasposto che formalità doganali.

 

IMPORTANTE:

Per l’acquisto, o import, di prodotti alcolici, profumi, acqua da toletta, si pagherà sempre Dazi e iva. Per i prodotti alcolici inoltre sarà calcolata anche l’accisa. Secondo sempre l’Agenzia delle Dogane l’accisa è dovuta anche in Italia se i prodotti alcolici acquistati sono stati immessi in consumo in un altro Stato UE, (esempio acquistati dal Brasili, venduti a consumo in Francia da distributore italiano), in questo caso è obbligato al pagamento dell’accisa il rappresentate fiscale nominato dal venditore comunitario.

VIETATO

Rimane vietato l’acquisto di tabacchi lavorati tramite internet se non sono già stati immessi in consumo in altro Stato membro dell’UE. In questo caso l’accisa è dovuta anche in Italia dal rappresentante fiscale designato dal venditore e autorizzato dall’Agenzia.

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MERCE CONTRAFFATTA

Sul web è molto più comune di quanto si pensi acquistare merce dal marchio contraffatto. Ed è un rischio da evitare per non incorrere nel sequestro della merce e alla conseguente sanzione amministrativa che va dai 100 ai 7000 mila euro.

“Salvo che il fatto costituisca reato- secondo l’Agenzia- qualora l’acquisto sia effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall’acquirente finale, la sanzione amministrativa pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad un milione di euro. In ogni caso si procede alla confisca amministrativa delle cose.”

 

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