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Autorità doganale: depenalizzazione del reato di contrabbando

Autorità doganale: depenalizzazione del reato di contrabbando

Con due successive note, pubblicate entrambe nel mese di maggio (3 maggio 2016, prot. n. 51746 e 24 maggio 2016, prot. n. 55883), l’autorità doganale ha illustrato le proprie considerazioni in materia di depenalizzazione del reato di contrabbando semplice, di cui al D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8.

L’Agenzia ricorda, in via preliminare, come le condotte che rientrano nelle fattispecie depenalizzate restano illecite, ma sono sanzionabili in via esclusivamente amministrativa e competente ad irrogare le predette sanzioni è l’Agenzia stessa e, in particolare, i funzionari verbalizzanti dell’ufficio competente all’accertamento doganale.

Contrariamente a quanto disposto dall’art. 6, D.Lgs. n. 8/16, che identifica nella legge n. 689/81 il procedimento per l’applicazione delle sanzioni, l’Agenzia ritiene applicabili le dispoosizioni in materia di sanzioni amministrative tributarie; pertanto, In linea generale, a fronte di un caso di contrabbando depenalizzato saranno applicabili, per i profili procedimentali, le norme di cui al D. Lgs. n. 472/97 e, solo in caso di lacune, le disposizioni di cui alla legge n. 689/81 /ad es., nell’ipotesi di sequestro cautelare).

Il che rileva anche ai fini della possibile estinzione dell’illecito mediante pagamento della sanzione in forma ridotta.

Nel caso di infrazioni commesse prima dell’entrata in vigore del decreto, il trasgressore può estinguere il procedimento con il pagamento, entro sessanta giorni dalla notifica degli estremi della violazione, della sanzione in misura ridotta, pari alla metà di essa, oltre spese di procedura; per tutte le altre ipotesi di violazioni depenalizzate, verificatesi successivamente all’entrata in vigore del decreto medesimo, trovano applicazione, al contrario, le disposizioni relative alla definizione agevolata di cui agli artt. 16 e 17, D.Lgs.n.472/97.

L’art. 5, D. Lgs. n. 8/16 dispone che : “Quando i reati trasformati in illeciti amministrativi (….) prevedono ipotesi aggravate fondate sulla recidiva ed escluse dalla depenalizzazione, per recidiva e’ da intendersi la reiterazione dell’illecito depenalizzato”, richiamando, dunque, una lettura coordinata con l’art. 296, D.P.R. n. 43/73, che, in caso di recidiva del contrabbando, prevede l’aggravamento della pena, disponendo la pena detentiva in aggiunta a quella pecuniaria.

Tale lettura interpretativa trova il proprio fondamento giuridico nel principio di specialità; l’art. 296, D.P.R. n. 43/73 costituisce, infatti, norma speciale in tema di recidiva riferendosi non alla recidiva in genere, bensì a quella propria dei fatti di contrabbando; l’art. 7, D.Lgs. n. 472/97 disciplina, invece, i casi di reiterazione in genere delle violazioni amministrative.

L’Agenzia esamina, infine, la clausola di riserva contenuta in alcune disposizioni del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale (ad es., art. 303), che sanzionavano quali illeciti amministrativi alcuni comportamenti rientranti anche nella fattispecie di contrabbando semplice.

Essendo stato depenalizzato il delitto di contrabbando semplice, la dogana ritiene che le predette clausole di riserva si riferiscano ora al contrabbando depenalizzato, con esclusione, dunque, del cumulo materiale, qualora una condotta rientri nelle due ipotesi normative.

Ritiene, cioè, che si sia in presenza di un concorso apparente di norme (e non di un concorso formale eterogeneo di illeciti amministrativi), con conseguente irrogazione di sanzione o per il contrabbando depenalizzato o per la violazione amministrativa prevista dal predetto Testo Unico, con esclusione di ogni forma di cumulo materiale.



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