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Dogana su Brexit: in 4 punti dice cosa fare

Dogana su Brexit: in 4 punti dice cosa fare

La Dogana lo scorso 22 febbraio ha emesso le prime linee guida per poter far fronte all’uscita della Uk dall’Unione Europea e per rispondere alle numerose richieste di delucidazione in materia. E lo fa tracciando numerosi punti, e delineando varie ipotesi, per il trattamento dei principali beni che vengono esportati o importati tra Italia e Uk.

Il primo punto riguarda le movimentazioni commerciali dei prodotti sottoposti ad accisa da e verso UK post Brexit, nel particolare le bevande alcoliche: vino e birra.  Per queste è prevista una modifica nelle procedure da adempiere per avviare le attività di trasferimento dei beni senza alcuna irregolarità.

Per la circolazione di questi prodotti si fa riferimento nelle disposizioni  recate dalla Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008, integralmente recepite dal Decreto Legislativo 26.10.1995, n. 504, Testo Unico delle Accise. In assenza di accordo e quindi nel ipotesi che la Brexit si verifichi (ipotesi no-deal) allora la circolazione di tali prodotti da o verso la Uk sarà soggetta all’applicazione dei regimi doganali di esportazione e importazioni che vengono usati si nei casi di uscita delle merci dal territorio doganale dell’Ue verso la Uk che viceversa.

Si legge:

2.1 Circolazione in regime sospensivo da accisa di prodotti verso UK
A legislazione vigente, gli operatori che vogliono spedire verso il Regno
Unito prodotti in regime sospensivo devono avere la qualifica di depositario
autorizzato ovvero, nella specifica fattispecie prevista, di speditore
registrato di cui all’art. 9 del TUA.

COSA FARE?

La spedizione dei prodotti può essere
effettuata verso un deposito fiscale o un destinatario registrato del Regno
Unito, con l’emissione dell’e-AD. Una copia stampata dello stesso e-AD,
recante la chiara identificazione dell’ARC attribuito dal sistema
informatizzato, accompagna i prodotti. Segue la ricezione della nota di
ricevimento convalidata attestante la conclusione della circolazione
mediante presa in consegna dei prodotti da parte del destinatario
britannico.
La situazione post Hard Brexit concretizzerà l’uscita delle merci in
regime sospensivo da accisa dal territorio dell’Unione Europea verso un
Paese Terzo ovvero il Regno Unito. Per tale movimentazione si renderà
pertanto necessaria l’applicazione del regime di esportazione con
trasmissione della dichiarazione doganale da parte dell’operatore
economico nazionale all’ufficio doganale di esportazione. I prodotti soggetti
ad accisa circoleranno con l’emissione dell’e-AD dal deposito fiscale
nazionale fino al luogo dal quale lasceranno il territorio dell’Unione Europea
(fase in cui termina l’operatività del sistema EMCS) ed il relativo ARC andrà
riportato nella casella 44 del DAU. La chiusura dell’operazione di
esportazione e della circolazione in regime sospensivo da accisa è
attestata con il visto uscire dell’ufficio doganale di uscita ed emissione della
nota di esportazione da parte dell’ufficio doganale di esportazione.

2.2 Circolazione in regime sospensivo di prodotti provenienti da UK
A legislazione vigente, gli operatori nazionali che vogliono ricevere dal
Regno Unito prodotti in regime sospensivo devono avere la qualifica di
depositario autorizzato o destinatario registrato.

COSA FARE?

I prodotti devono essere spediti da un deposito fiscale o, laddove previsto, da uno speditore
registrato del Regno Unito con emissione di e-AD. La circolazione si
conclude mediante la presa in consegna dei prodotti da parte dell’operatore
nazionale e la presentazione della nota di ricevimento.
La situazione post Hard Brexit concretizzerà l’introduzione nel territorio
dell’Unione Europea di prodotti non unionali e quindi l’applicazione del
terzo regime doganale di immissione in libera pratica con presentazione della
prescritta dichiarazione all’ufficio doganale di ingresso. Successivamente i
prodotti circoleranno in regime sospensivo da accisa dal luogo di
immissione in libera pratica verso un deposito fiscale oppure un
destinatario registrato, con emissione di e-AD ad opera di uno speditore
registrato. La circolazione si conclude con la presa in consegna da parte
del destinatario nazionale.

3.1 Trasferimenti verso l’Italia di prodotti immessi in consumo in UK
A legislazione vigente, l’operatore nazionale che intende acquistare
prodotti che hanno già assolto il pagamento dell’accisa nel Regno Unito,
salvo che abbia la qualità di esercente deposito fiscale, assume la qualifica
di destinatario registrato e garantisce il pagamento dell’imposta.

COSA FARE?

Primadella spedizione deve presentare una dichiarazione all’Ufficio delle
Dogane; i prodotti sono scortati dal DAS. Eccettuato il caso del deposito
fiscale, il pagamento dell’accisa nello Stato avviene entro il primo giorno
lavorativo successivo a quello di arrivo dei prodotti.
La situazione post Hard Brexit concretizzerà l’applicazione delle
procedure doganali.

IPOTESI:

a) = immissione in libera pratica in altro Stato Membro o in Italia.

I prodotti circoleranno con il vincolo ad un regime sospensivo
dall’accisa, lo speditore registrato emetterà l’e-AD e trasferirà i prodotti
all’operatore nazionale che dovrà avere la qualifica di depositario
autorizzato o di destinatario registrato. Il pagamento dell’accisa da parte
del destinatario avverrà secondo gli obblighi previsti per le due figure.

b) = importazione in Italia. Il prodotto verrà immesso in consumo
con pagamento dell’accisa. Il prodotto sarà trasferito a destino con
DAS, ove prevista l’emissione.

3.2 Trasferimenti verso UK di prodotti immessi in consumo in Italia
A legislazione vigente, l’operatore nazionale che spedisce è tenuto a
prestare una cauzione a garanzia del pagamento dell’accisa nello Stato
Membro di destinazione.

COSA FARE?

Prima della spedizione deve presentare una
dichiarazione ai fini del rimborso dimostrando l’avvenuto pagamento
dell’accisa nazionale. I prodotti circolano scortati dal DAS. Su richiesta
dell’operatore, può darsi luogo al rimborso dell’accisa versata dopo la
quarta  ricezione dell’esemplare n. 3 del DAS, con attestazione del destinatario di
ricezione della merce ed attestazione apposta dall’Autorità fiscale del
Paese di destinazione di avvenuta presa in carico dei prodotti e di
pagamento dell’accisa nel Regno Unito.

La situazione post Hard Brexit concretizzerà l’applicazione del regime di
esportazione. Nelle due ipotesi che potranno prospettarsi, ufficio doganale
di uscita in territorio italiano o situato in altro Stato Membro, i prodotti
perverranno alla dogana di uscita, nazionale o comunitaria, scortati da
DAS. Su richiesta dell’operatore può darsi luogo al rimborso dell’accisa
versata sui prodotti assoggettati ad accisa esportati.

4. Disposizioni particolari per il settore del vino

     COSA FARE?

A legislazione vigente e stante il particolare trattamento impositivo, nel
caso di trasferimento di vino dal territorio nazionale verso UK, l’operatore
nazionale esercente deposito fiscale fa circolare il prodotto previa
emissione di e-AD; nel caso si tratti di un piccolo produttore (esercente che
produce quantitativi di vino inferiori a 1.000 hl all’anno in media), la
circolazione avviene con emissione del documento di accompagnamento
dei prodotti vitivinicoli (MVV).
La situazione post Hard Brexit concretizzerà l’attuazione delle procedure
doganali.

Per la descritta movimentazione si renderà pertanto necessaria
l’applicazione del regime di esportazione con trasmissione della
dichiarazione doganale da parte dell’operatore economico nazionale
all’ufficio doganale di esportazione.

Nelle due ipotesi che potranno
prospettarsi, ufficio doganale di uscita in territorio italiano o situato in altro
Stato Membro, il vino perverrà alla dogana di uscita, nazionale o
comunitaria, dal quale lascerà il territorio dell’Unione Europea scortato,
rispettivamente per le due figure sopra delineate, da e-AD oppure MVV.



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