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Droni: da oggi per le dogane sono classificabili come videocamere

Droni: da oggi per le dogane sono classificabili come videocamere

Droni: all’apice delle importazioni

L’importazione dei droni provenienti, da paesi extraeuropei ed in particolar modo dalla Cina ha creato recentemente non pochi problemi dal punto di vista fiscale e doganale, soprattutto per le aziende attive nella rivendita di tali prodotti in Italia ed in Europa. Come noto, infatti, secondo la regolamentazione europea ad oggi vigente, per ogni prodotto oggetto di importazione viene attribuita una classificazione cui corrisponde un dazio, determinato in misura percentuale variabile, sul valore del bene oggetto di importazione.

Il problema tuttavia, sorge nel momento in cui ad essere importato è un nuovo prodotto, magari ibrido, che non può essere classificato facilmente né in una né in un’altra categoria, o addirittura, può essere classificato in più di una. E’ il caso dei droni, ora classificabili come giocattoli ed ora come fotocamere, una volta come videocamere ed a volte come veri e propri elicotteri.

All’occhio del lettore meno esperto, questa potrebbe suonare come cosa da poco. Tuttavia i droni, essendo un prodotto all’apice della loro storia produttiva, al centro dell’import export (sopratutto dalla Cina) e se per ogni classificazione corrisponde un dazio, per importazioni del valore di centinaia di migliaia di euro la questione “classificazione droni” ha un’incidenza rilevante e determina, peraltro, anche le strategie commerciali dei rivenditori e distributori.

Risultati immagini per droniQuesto perché i diversi Paesi dell’Unione Europea fino al febbraio 2017 hanno avuto piena discrezionalità sulla classificazione di questo prodotto. In Francia erano spesso considerati come giocattoli (dazi al 4.7%), in Spagna come videocamere (dazio al 4,1%) mentre in Italia e nel Regno Unito come fotocamere (dazi al 0%!).

Come venivano classificati i droni nell’UE?

In Italia, nel 2016, l’Ufficio delle Dogane e dei Monopoli aveva ritenuto determinante ai fini della classificazione, la presenza a bordo dell’oggetto, di una videocamera.

Solo nel febbraio 2017, come già detto, con l’entrata in vigore del Regolamento di Esecuzione UE 285/2017 della Commissione Europea, che sono stati divagati gran parte dei dubbi. I Droni non possono essere classificati come giocattoli in quanto sono dotati di apparecchiature elettroniche avanzate e sono in grado di volare ad una forte velocità.
La soluzione fu quella di classificarli come “elicotteri con peso a vuoto inferiore o uguale a 2000 kg”.

Classificazione dei droni: la situazione odierna 

Tale classificazione, tuttavia, non teneva conto della presenza a bordo del drone di videocamere e/o fotocamere, elemento distintivo del prodotto. A risolvere tale problematica ha, infine, provveduto la nota esplicativa pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 10 febbraio 2018, dove è stato chiarito che la presenza a bordo del drone di strumenti di ripresa rende gli stessi classificabili come “videocamere”. In particolare, la predetta nota esplicativa ha chiarito che rientrano nella classificazione di videocamere “gli apparecchi controllati a distanza per la cattura e la registrazione di immagini statiche e video specificamente progettati per essere utilizzati con elicotteri muniti di rotori multipli (i cosiddetti “droni”), per esempio per mezzo degli appositi elementi di contatto. Questi apparecchi sono utilizzati per catturare immagini video e aeree statiche dell’ambiente e consentire all’utilizzatore di controllare visivamente il volo del drone. Tali apparecchi sono sempre classificati in queste sottovoci, indipendentemente dalla lunghezza della registrazione video, in quanto la registrazione video costituisce la funzione principale”.



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