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E-commerce: dal 1° luglio 2026 stop all’esenzione doganale per le spedizioni fino a 150 euro

By 2 Giugno 2026No Comments

Il commercio elettronico internazionale si prepara a una delle modifiche più significative degli ultimi anni. Con un avviso pubblicato il 15 maggio 2026, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha richiamato l’attenzione degli operatori sulle nuove disposizioni europee che, a partire dal 1° luglio 2026, elimineranno la storica franchigia doganale prevista per le spedizioni di modesto valore provenienti da Paesi terzi.

La novità si inserisce nel più ampio processo di riforma del settore e-commerce avviato dall’Unione europea e avrà un impatto diretto su marketplace, piattaforme online, operatori logistici, rappresentanti doganali e aziende che effettuano vendite a distanza verso consumatori europei.

Fino ad oggi, le merci importate direttamente da Paesi extra-UE con un valore intrinseco non superiore a 150 euro potevano beneficiare di un’esenzione dai dazi doganali. Dal 1° luglio 2026 questa agevolazione verrà definitivamente abolita. Ciò significa che tutte le spedizioni e-commerce provenienti da Paesi terzi saranno soggette a imposizione doganale, indipendentemente dal loro valore.

La scelta europea nasce dall’esigenza di adeguare il sistema doganale alla crescita esponenziale degli acquisti online transfrontalieri. Negli ultimi anni, infatti, il volume delle spedizioni di basso valore è aumentato in maniera esponenziale, mettendo sotto pressione i sistemi di controllo e creando, secondo le istituzioni europee, situazioni di squilibrio competitivo tra operatori europei e venditori stabiliti in Paesi terzi.

Per accompagnare la transizione verso il nuovo modello, l’Unione europea ha previsto un regime temporaneo che sarà applicabile dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028. Durante questo periodo, le spedizioni di merci vendute a distanza con valore intrinseco non superiore a 150 euro saranno assoggettate a un dazio fisso pari a 3 euro per articolo.

Si tratta di una misura transitoria destinata a operare fino all’entrata a regime del nuovo ecosistema doganale europeo e dell’EU Customs Data Hub. Terminata questa fase, dal 1° luglio 2028 tutte le merci e-commerce saranno assoggettate alle normali aliquote daziarie previste dalla Tariffa Doganale Comune, indipendentemente dal valore della spedizione.

Un aspetto particolarmente importante riguarda il rapporto tra il nuovo dazio e i regimi IVA già esistenti. L’Agenzia chiarisce infatti che il nuovo tributo sarà dovuto indipendentemente dal sistema di riscossione IVA utilizzato. La misura troverà quindi applicazione sia nelle operazioni gestite tramite IOSS (Import One Stop Shop), sia nelle spedizioni che utilizzano il regime speciale, sia nei casi in cui venga applicata l’IVA ordinaria. Analogamente, la nuova disciplina si applicherà a prescindere dal tracciato dichiarativo utilizzato per lo sdoganamento delle merci.

Dal punto di vista operativo, il cambiamento comporterà importanti adeguamenti per tutti gli operatori della filiera. L’introduzione del nuovo dazio richiederà infatti modifiche ai sistemi dichiarativi, agli strumenti di calcolo e ai processi di contabilizzazione utilizzati dagli operatori doganali. ADM anticipa già alcuni degli interventi che saranno necessari, tra cui l’adeguamento delle misure TARIC, la revisione delle garanzie richieste agli operatori titolari di autorizzazioni alla dilazione di pagamento e l’introduzione di nuove modalità di gestione del tributo.

Particolarmente rilevante è il chiarimento secondo cui il nuovo importo di 3 euro costituisce a tutti gli effetti un diritto doganale. Ciò significa che tale importo entrerà a far parte della base imponibile e sarà a sua volta soggetto ad IVA. In termini pratici, il costo finale dell’importazione risulterà quindi superiore al semplice valore nominale del nuovo dazio.

Cambieranno anche alcuni elementi delle dichiarazioni doganali. Con la soppressione della franchigia verrà eliminato il codice regime aggiuntivo C07, oggi utilizzato per attestare l’esenzione doganale sulle spedizioni di modesto valore. Continueranno invece a essere utilizzati i codici F48 per le operazioni IOSS e F49 per il regime speciale, mentre verrà introdotto il nuovo codice F53 per le operazioni assoggettate a IVA ordinaria.

L’avviso contiene inoltre un’anticipazione che merita particolare attenzione da parte dei marketplace e degli operatori logistici. A partire dal 1° novembre 2026 entreranno progressivamente in vigore nuovi obblighi relativi ai cosiddetti Product Identifiers, ossia gli identificativi dei prodotti. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le attività di analisi dei rischi e migliorare i controlli sulle merci commercializzate attraverso i canali e-commerce.

La riforma rappresenta un passaggio fondamentale nella strategia europea di controllo delle importazioni legate al commercio elettronico. Oltre ad aumentare il livello di vigilanza sulle spedizioni provenienti da Paesi terzi, le nuove regole mirano a contrastare fenomeni di sottofatturazione, errata dichiarazione del valore delle merci e utilizzo improprio delle agevolazioni doganali, favorendo al contempo una maggiore parità competitiva tra operatori europei ed extraeuropei.

Gli operatori che gestiscono vendite e-commerce verso l’Unione europea dovrebbero iniziare fin da subito a valutare l’impatto economico delle nuove disposizioni sui propri modelli di business, verificare l’adeguatezza dei sistemi informatici utilizzati per la gestione delle dichiarazioni doganali e pianificare gli aggiornamenti necessari in vista dell’entrata in vigore delle nuove regole. Particolare attenzione dovrà essere riservata ai flussi di merci di basso valore, che fino ad oggi beneficiavano dell’esenzione daziaria e che dal 1° luglio 2026 vedranno inevitabilmente aumentare i costi di importazione.

La fine della franchigia doganale per le spedizioni fino a 150 euro segna un cambio di paradigma per l’e-commerce internazionale. Le aziende che operano nei canali digitali dovranno rivedere processi, costi e strategie commerciali per adeguarsi a un sistema che prevede controlli più stringenti e nuovi obblighi dichiarativi.

La tua azienda vende online verso l’Unione europea o gestisce operazioni e-commerce da Paesi terzi? Il team C-Trade può aiutarti ad analizzare l’impatto delle nuove disposizioni, adeguare le procedure doganali e individuare le soluzioni più efficaci per gestire la transizione verso il nuovo modello europeo dell’e-commerce.

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