I fertilizzanti sono impiegati per migliorare l’efficienza nutrizionale delle piante e per ridurre la quantità di concimi impiegati e quindi il loro impatto ambientale.

 

Domanda? Come e in che modo si esportano i fertilizzanti? Lo sapete che in Cina sono soggetti a dazio ma nel paesi dell’UE c’è il libero scambio? E che i Paesi produttori della maggior parte di fertilizzanti minerali nel mondo sono relativamente pochi e che l’Italia ha diminuito i volumi di importazione anche grazie a nuovi regolamenti e l’utilizzo di altri prodotti di natura organica? La produzione mondiale, secondo le ultime stime da aggiornare all’ultimo biennio, raggiungeva i 190 milioni di tonnellate di cui 110 milioni circa di azoto, 45 di fosforo e 35 di potassio. Il quantitativo medio di nutritivi impiegati nel mondo è pari a 36,5 kg/ha, in Europa ne sono distribuiti 133 kg/ha, in Asia poco più di 54 kg/ha, in America 35 kg/ha, mentre in Africa e Oceania non si superano i 7 kg/ha.

L’azoto è il primo in classifica. È l’elemento nutritivo più scambiato al mondo e fa benissimo alla salute delle piante che si cibano delle sostante nutritive di cui sono composti i fertilizzanti. Ma andiamo con ordine. Come e in che modo sono ammessi in Europa?

Il 27 marzo del 2019 è entrato in vigore il nuovo Regolamento Ue dei fertilizzanti, che ha dato a tutta all’Europa delle regole univoche, chiare, scrupolose e attente all’ambiente. Un punto di chiarezza viene fissato per il limite del cadmio, 60mg/kg, e per i biostimolanti ammessi solo con funzione nutritiva e non curativa. Il nuovo Regolamento amplia nota e aumenta lo spettro dei fertilizzanti disciplinati spalancando così le porte dell’Europa alla libera circolazione di tanti prodotti che prima non potevano fregiarsi del Marchio CE, come ad esempio i concimi organici, organominerali e biostimolanti, che in questi ultimi anni hanno assunto sempre più importanza per gli agricoltori. Fattori trainanti del sistema agricolo, i fertilizzanti sono indispensabili per aumentare la fertilità del terreno e rappresentano per le piante quello che gli alimenti rappresentano per l’uomo: un nutrimento. Le stime evidenziano in modo inconfutabile che senza il loro utilizzo possono verificarsi nei raccolti agricoli perdite pari anche al 75% ed è dunque una necessità oltre che un bisogno utilizzarli e regolamentarne, come è stato fatto, commercio sia in import e che in export.

Per quanto riguarda la Cina, come tutto ciò che rientra nei prodotti alimentare le regole di importazioni e esportazione sono più rigide ed anche per quanto riguarda appunto i fertilizzanti. Per questi, in base alla formazione e ai componenti, sono previste delle particolari tassazioni. Bisogna dunque prestare molta attenzione alla presenza del Cadmio all’interno delle composizioni se si importano fertilizzanti dai paesi esteri verso l’Europa e di conseguenza gli stessi componenti, e a seconda dei Paesi, se invece si esportano all’estero.

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