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Formazione & Informazione – Buon Lunedì

Formazione & Informazione – Buon Lunedì

Formazione e informazione.

Ne abbiamo già parlato, ne parleremo ancora, forse mai abbastanza.

I bisogni del mondo imprenditoriale hanno influenzato i programmi scolastici, logistica e international trade hanno fatto la loro comparsa nelle aule degli istituti superiori, i master universitari sfornano esperti in pectore.

Che sono chiamati, poi, a confrontarsi quotidianamente con i bisogni che li hanno creati; conoscenza, visione, cultura possono esplicare in toto i propri benefici influssi solo se supportati da competenze tecniche.

Customs & Trade sono, ormai, un binomio inscindibile;

la facilitazione del commercio legale e la lotta antifrode sono presupposti della vigente normativa unionale, la “partnership” dogana/operatore economico nella fase di gestione del rischio, con quest’ultimo nella veste di fornitore di informazioni, gestite in via telematica, precedenti l’arrivo della merce è una realtà del Codice doganale unionale e una chimera nella prassi operativa.

Minimizzare costi e rischi imprenditoriali è una preoccupazione che mai, in precedenza, aveva sfiorato l’azione amministrativa doganale, ora parte attiva del ciclo commerciale internazionale e, quindi, attenta alle esigenze dei propri partners.

Tradurre in linguaggio comprensibile e applicabile nelle realtà aziendali concetti di per sé astratti e paragonabili più a petizioni di principio, che a reali ausili di lavoro è compito di quella formazione specialistica che, oggi, non trova dignità nelle sedi formative istituzionali.

Ma che, sola, coniugando sapere e agire, formazione e informazione, può portare la dogana e le regole del commercio internazionale nelle realtà produttive, non per insegnare (solo) regole e concetti, ma per trasformare regole e concetti in opportunità di business.

In un quadro ancora magmatico e incerto, dove l’unica certezza è il quotidiano rapporto con l’autorità doganale di un numero sempre maggiore di aziende, chiamate, per sopravvivere, a riappropriarsi di processi decisionali troppo spesso e spesso troppo imprudentemente totalmente delegati a soggetti esterni, l’Agenzia delle Dogane, in apparente controtendenza, ha deciso di modificare il percorso formativo finalizzato al conseguimento della qualifica professionale ai fini AEO, ma non solo.

La precedente durata del corso, prevista in minimo 200 ore è stata aggiornata in minimo 80 ore; una sforbiciata di ore cui non si accompagna una corrispondente sforbiciata di argomenti, in ossequio ad una uniformità europea.

Ma, forse, una ragione esiste.

Non si tratta più di insegnare dogana, bensì di introdurre la dogana nei processi aziendali, meno nozioni e più procedure.

Compito per pochi, che sposano pratica e grammatica.

Compito per noi, che vi guidiamo nel mondo dell’international business.



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