Classificazione Doganale

HS 2028: la nuova tariffa doganale ridisegna molte classificazioni. Per le aziende è il momento di prepararsi

By 1 Maggio 2026No Comments

Nel 2028 entrerà in vigore la nuova versione del Sistema Armonizzato, e la pubblicazione della tavola di raccordo tra HS 2022 e HS 2028 segna il primo vero passaggio operativo verso l’aggiornamento delle classificazioni doganali. Non si tratta di un semplice cambio di codici: molte modifiche riflettono nuove priorità commerciali, ambientali, sanitarie e tecnologiche, e avranno effetti concreti su dichiarazioni doganali, origine preferenziale, licenze, dazi, restrizioni, statistiche, contratti e sistemi gestionali aziendali. La tavola pubblicata dalla WCO chiarisce che il prefisso “ex” indica solo una parte delle merci trasferite verso una nuova sottovoce, mentre il simbolo “○” segnala che una voce 2022 viene suddivisa in più voci 2028: questo significa che la conversione non potrà essere gestita con un automatismo informatico, ma richiederà un’analisi merceologica puntuale.

Uno dei cambiamenti più visibili riguarda il settore ittico e dei prodotti del mare, dove l’HS 2028 introduce una maggiore granularità, soprattutto per razze, razze chiodate, pinne, crostacei e molluschi. Diverse sottovoci del capitolo 03 vengono separate in funzione dello stato del prodotto, distinguendo meglio tra vivo, fresco o refrigerato, congelato e altre presentazioni; inoltre, i crostacei vengono ampiamente riallocati nella nuova voce 0310, con distinzioni più dettagliate per granchi reali, granchi delle nevi, aragoste, gamberi e gamberetti, compresi riferimenti specifici ai gamberi rossi argentini. Questa evoluzione mostra una maggiore attenzione alla tracciabilità biologica e commerciale dei prodotti ittici, con possibili ricadute su controlli sanitari, misure di conservazione, statistiche di import/export e preferenze tariffarie.

Un’altra area fortemente interessata è quella agroalimentare. La nuova nomenclatura introduce distinzioni più precise per frutta tropicale e specialità vegetali, come guava, mango fresco, mango essiccato, mangostano, litchi, longan, dragon fruit, melagrana e passion fruit. Vengono inoltre isolate categorie come mirtilli, baby corn e soia immatura, con trasferimenti che coinvolgono prodotti freschi, congelati, provvisoriamente conservati o preparati. Anche le bevande vegetali vengono meglio identificate: dalla voce 2202.99 derivano sottovoci specifiche per bevande a base di soia, avena, riso, mandorla, cocco e altre basi vegetali. È un cambiamento coerente con l’evoluzione dei consumi e con la necessità di distinguere prodotti che, fino a oggi, potevano essere ricondotti a categorie residuali troppo ampie.

Particolarmente rilevante è poi la creazione delle nuove sottovoci 2107.10 e 2107.90, che potranno attrarre prodotti oggi classificati in numerosi capitoli, tra cui lattiero-caseario, vegetali, frutta, caffè, tè, spezie, farine, semi, estratti, oli, zuccheri, cioccolato, preparazioni alimentari, bevande, prodotti chimici e additivi. La tavola precisa che queste correlazioni sono potenziali e non sempre accompagnate da una descrizione specifica della merce trasferita: proprio per questo, l’area delle preparazioni alimentari e delle miscele dovrà essere trattata con grande attenzione, perché è una delle più esposte a riclassificazioni non immediatamente evidenti.

Sul fronte chimico e farmaceutico, la revisione è molto significativa. L’HS 2028 introduce o rafforza sottovoci dedicate a sostanze sensibili, precursori chimici, composti organofosforici, sostanze fluorurate, ritardanti di fiamma e composti oggetto di particolare attenzione regolatoria. Vengono isolati, ad esempio, ioduro e iodato di potassio e sodio, HBCDs, decabromodifeniletere, acidi perfluoroottanoici e relativi sali, MAPA, APAA, precursori del fentanyl e altre sostanze chimiche controllate. Per le imprese del settore chimico, farmaceutico, cosmetico e dei materiali, questo significa che la classificazione diventerà ancora più legata alla composizione chimica effettiva e alla documentazione tecnica di prodotto.

Nel capitolo 30 emerge una riorganizzazione molto importante dei vaccini e di alcune categorie farmaceutiche. Le merci oggi ricomprese, ad esempio, nella sottovoce 3002.41 vengono redistribuite in una nuova struttura della voce 3007, con distinzioni estremamente dettagliate per vaccini contro morbillo, rosolia, varicella, herpes zoster, parotite, poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite, Hib, tubercolosi, pneumococco, rotavirus, HPV, meningite, tifo, colera, dengue, rabbia, malaria, influenza, RSV, coronavirus, febbre gialla, vaiolo, Mpox, Ebola, encefalite, chikungunya e streptococco. È una modifica che riflette l’esperienza sanitaria globale degli ultimi anni e che avrà effetti importanti su statistiche, autorizzazioni, controlli e gestione doganale dei prodotti medicali.

Anche la plastica è uno dei capitoli più profondamente rivisti. La nuova tariffa introduce una maggiore distinzione per rifiuti e scarti plastici, separando tipologie di polimeri e livelli di contaminazione, e individua in modo più preciso prodotti monouso come cannucce, contenitori, sacchetti, bottiglie, tappi, stoviglie, guanti e altri articoli in plastica. Questo è probabilmente uno dei segnali più chiari dell’impatto delle politiche ambientali sulla classificazione doganale: la nomenclatura non si limita più a descrivere la materia, ma inizia a distinguere l’uso, il ciclo di vita e la rilevanza ambientale del prodotto.

Nel settore dei polimeri e dei biopolimeri compaiono nuove distinzioni per materiali come PBS, PBT, PBAT, PEF e PHA, compreso il PHBV. Anche questa modifica è molto significativa perché intercetta materiali sempre più utilizzati in imballaggi, prodotti compostabili, applicazioni tecniche e filiere della sostenibilità. Per le aziende che commercializzano o producono materiali plastici innovativi, bioplastiche o compound, sarà quindi necessario verificare se le schede tecniche attuali consentano di distinguere correttamente le nuove sottocategorie.

Un altro filone evidente riguarda legno, carta, fibre naturali e prodotti tessili. L’HS 2028 introduce classificazioni più dettagliate per alcune specie legnose – come eucalipto, larice, merbau, okoumé, tali, okan, doussié, noce, acero, frassino, cedro rosso occidentale, Douglas fir, hevea e ipé – e aggiorna anche alcune categorie di compensati, pallet e botti. Parallelamente, si rafforzano le distinzioni relative alla canapa, ai cascami, alle fibre, ai filati, ai tessuti e ad alcuni prodotti tessili specifici, inclusi mascherine protettive e reti. Queste modifiche sono rilevanti non solo per i dazi, ma anche per EUDR, controlli ambientali, origine preferenziale e tracciabilità della materia prima.

Il settore della salute e dei dispositivi medici viene ulteriormente affinato anche al di fuori dei farmaci. La tavola prevede nuove distinzioni per mascherine protettive, schermi facciali, body bags, articoli di laboratorio e farmaceutici in plastica, separatori, imbuti separatori, condensatori, palloni di reazione di grande capacità, pulsossimetri, strumenti per intubazione tracheale, pompe di aspirazione e apparecchi per aerosol o ozonoterapia. Questa maggiore precisione è importante perché molte di queste merci, durante le emergenze sanitarie, hanno mostrato criticità di classificazione, controllo e approvvigionamento.

Non mancano poi aggiornamenti per tecnologia, automazione e mobilità. Tra le novità emergono classificazioni più specifiche per aspirapolvere robotici, spazzolini elettrici, lampade fotovoltaiche, macchine automatiche reverse vending, presse per compresse e macchine per capsule, oltre a nuove articolazioni per veicoli, ambulanze, cliniche mobili, cicli a pedalata assistita, monopattini elettrici e altri veicoli elettrici leggeri. Per il settore automotive, in particolare, è significativa la distinzione introdotta per alcune vetture elettriche dotate di motore a combustione interna utilizzato per la ricarica dell’accumulatore, perché riflette l’evoluzione tecnologica dei powertrain e l’esigenza di catturare meglio le soluzioni ibride più complesse.

Dal punto di vista aziendale, la conseguenza più importante è che il passaggio all’HS 2028 non dovrà essere affrontato nel 2028, ma adesso. Le imprese dovranno mappare i codici doganali utilizzati, individuare quelli interessati da correlazioni “ex” o da sdoppiamenti, verificare se la descrizione commerciale dei prodotti è sufficiente a distinguere le nuove sottovoci, aggiornare master data, ERP, anagrafiche articoli, dichiarazioni dei fornitori, ITV/BTI, listini, contratti, procedure di origine preferenziale e autorizzazioni. Le modifiche possono incidere anche sulle regole di origine degli accordi preferenziali, perché molte regole sono costruite proprio sulla classificazione tariffaria; un cambio di sottovoce, quindi, può avere effetti diretti sulla possibilità di dimostrare l’origine o applicare un trattamento preferenziale.

Il messaggio operativo è chiaro: la tavola di raccordo non è una semplice tabella di conversione, ma uno strumento di risk assessment. Dove il codice resta invariato il rischio è minore, ma dove compare “ex” o una suddivisione in più voci, l’azienda deve rientrare nel merito della merce, analizzare composizione, funzione, uso, presentazione, stato fisico e documentazione tecnica. La classificazione doganale, ancora una volta, non è un codice da assegnare una volta per tutte, ma un processo da mantenere aggiornato.

C-Trade può supportare le aziende nella mappatura dei codici HS 2022, nell’analisi delle correlazioni HS 2028 e nell’aggiornamento delle anagrafiche doganali, per arrivare preparati alla nuova tariffa ed evitare riclassificazioni frettolose, errori dichiarativi e impatti non governati su dazi, origine e compliance.

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