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Importazioni: nessun vincolo al rimborso dell’Iva versata in altro Stato UE

By 1 Ottobre 2017Settembre 21st, 2020No Comments

La mancata prova dell’effettiva circolazione dei beni successivamente all’importazione non pregiudica il diritto al rimborso dell’Iva all’importazione pagata in uno Stato UE diverso da quello di residenza.

 

Il diritto al rimborso dell’Iva all’importazione pagata in uno Stato UE diverso da quello di residenza non può essere pregiudicato dalla mancata prova dell’effettiva circolazione dei beni successivamente all’importazione, a ciò ostando l’ottava Direttiva Iva (n. 79/1072/CEE), letta in combinato disposto con l’art. 170, Direttiva 28 novembre 2006, n. 2006/1127CE: così hanno statuito i giudici della Corte di Giustizia UE nella sentenza 21 settembre 2017, causa n. C-441/16.

Il diritto al rimborso dell’Iva pagata, a fronte di un’importazione, in un altro Stato membro trova il proprio fondamento nel correlato diritto, riconosciuto a ciascun soggetto passivo, alla detrazione dell’imposta che sarebbe dovuta se l’importazione fosse avvenuta nel Paese di residenza.

In assenza di circostanze fraudolente, abusive o estranee alla volontà del soggetto importatore, tale diritto prescinde dal successivo utilizzo dei beni, fattispecie ritenuta dai giudici di Bruxelles irrilevante.

Se, per un soggetto passivo d’imposta residente, alla libertà di esportazione in qualunque Stato UE non sempre corrisponde una correlata libertà di importazione, almeno il diritto al rimborso dell’Iva viene garantito dai principi giuridici unionali.