Reso pubblico il rapporto che riconosce il rispetto, da parte del governo iraniano, delle condizioni previste dall’accordo sul nucleare.

 

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha reso pubblico a Vienna il rapporto che riconosce il rispetto, da parte del governo iraniano, delle condizioni previste dall’accordo sul nucleare, firmato in luglio con Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania.

La certificazione dell’AIEA costituisce il presupposto necessario e fondamentale per l’avvio della fine progressiva delle sanzioni internazionali, che hanno duramente colpito l’economia iraniana; l’«implementation day» è il simbolo del ritorno a pieno titolo dell’Iran nella comunità internazionale, dopo quasi 40 anni di emarginazione.

Il testo dell’accordo nucleare prevede specifiche garanzie, affinché l’Iran non possa dotarsi di armamenti nucleari, in cambio di una revoca graduale delle sanzioni internazionali, adottate a partire dal 2006 dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, tra cui il congelamento dei beni di individui e società collegate al programma di arricchimento e che vietano al Paese la fornitura di tecnologia nucleare.

Le sanzioni, approvate ormai nove anni fa, hanno, di fatto, isolato il sistema finanziario iraniano e ridotto drasticamente l’export di petrolio, la principale risorsa del Paese che ha le terze riserve dell’Opec dopo Venezuela e Arabia Saudita.

La maggior parte delle sanzioni saranno revocate immediatamente e l’Iran è pronto ad esportare mezzo milione di barili di petrolio al giorno aggiuntivi; il primo risultato del nuovo corso è la prossima partenza di 13 super petroliere iraniane, per ridare slancio all’export.

Si attendono, ora, le reazioni dell’Unione europea, chiamata, probabilmente, a modificare, se non a revocare, i numerosi atti legislativi adottati nel corso degli anni nei confronti dell’Iran a seguito del modificarsi delle sanzioni, riaprendo il mercato di quel Paese ai traffici commerciali internazionali.