Antidumping

La Commissione UE apre un’inchiesta antidumping sui filati di poliammide dalla Cina

By 21 Agosto 2025No Comments

La Commissione europea ha annunciato, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2025, l’apertura di un procedimento antidumping riguardante le importazioni di filati di poliammide originari della Repubblica Popolare Cinese (C/2025/4120).

La decisione arriva a seguito di una denuncia presentata da una coalizione di produttori europei del settore, che hanno segnalato pratiche di dumping da parte di esportatori cinesi. Secondo l’accusa, i filati sarebbero stati venduti nell’UE a prezzi inferiori al loro valore normale, creando un pregiudizio economico significativo per l’industria europea.

La Commissione ha ritenuto gli elementi forniti sufficienti per avviare l’inchiesta, anche alla luce delle distorsioni strutturali del mercato cinese già individuate in precedenti rapporti ufficiali, che incidono sui prezzi delle materie prime, sui costi energetici e sulla manodopera.

L’inchiesta riguarda i filati di filamenti sintetici continui di poliammidi alifatiche (nylon e affini), non destinati alla vendita al minuto, in varie forme: testurizzati, non testurizzati, semplici, doppi, ritorti o câblés. Sono invece esclusi i filati ad alta tenacità di poliammide (NC 5402 19 00).
I codici doganali principalmente interessati sono: 5402 31 00, 5402 45 00, 5402 51 00 e 5402 61 00.

Il margine di dumping, calcolato sulla base di un confronto con valori normali derivati da mercati esenti da distorsioni (con la Turchia indicata come paese rappresentativo), risulta significativo. In particolare, l’indagine evidenzia come i prezzi cinesi siano influenzati da politiche governative che alterano i costi reali di produzione.

Un ulteriore elemento riguarda le distorsioni sulle materie prime: i polimeri di poliammide – che incidono per quasi il 50% sul costo del prodotto – sono soggetti a un regime fiscale e a condizioni di prezzo più favorevoli in Cina rispetto ai mercati internazionali, rendendo ancora più aggressiva la concorrenza.

Secondo i denuncianti, le importazioni dalla Cina hanno registrato un forte aumento in termini assoluti e di quota di mercato, con effetti negativi su prezzi, vendite e redditività dei produttori europei. Ciò ha inciso anche su occupazione e investimenti, generando una pressione competitiva giudicata insostenibile.

La procedura

  • Periodo di inchiesta: 1° luglio 2024 – 30 giugno 2025.
  • Periodo di analisi più ampio: dal 1° gennaio 2022 alla fine del periodo di inchiesta.
  • Tempistiche: l’inchiesta dovrà concludersi entro 14 mesi; eventuali dazi provvisori potranno essere applicati già entro 7 mesi dalla pubblicazione dell’avviso.
  • Registrazione delle importazioni: la Commissione ha annunciato l’intenzione di disporre la registrazione delle importazioni, così da poter applicare retroattivamente eventuali dazi.

Le imprese coinvolte – produttori europei, esportatori cinesi, importatori indipendenti e associazioni di categoria – sono invitate a collaborare attraverso la piattaforma TRON.tdi della DG Commercio, presentando osservazioni e compilando i questionari previsti.

L’avvio di questa indagine si inserisce in un contesto di crescente attenzione dell’UE alle politiche di difesa commerciale, con l’obiettivo di garantire condizioni di concorrenza eque sul mercato interno. Se l’inchiesta confermerà le accuse, l’Unione potrà imporre dazi antidumping sulle importazioni di filati di poliammide dalla Cina, riequilibrando il mercato e tutelando la filiera europea.

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