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 Liberi di…

 Liberi di…

Il 1° maggio 1941 è una data da scoprire.

Non compare sui libri di storia contemporanea, ma è l’alba di una nuova consapevolezza, la scintilla accesa da un artista svela l’obsolescenza di una pietra angolare del costituzionalismo liberale, l’dea della separazione di tre poteri quale garanzia di uno sviluppo democratico della realtà sociale.

Ignorato e dileggiato prima, idolatrato poi, Citizen Kane, da noi conosciuto come Quarto Potere, rivela sullo schermo e subisce nella realtà la suggestione di un’informazione ormai assurta a oracolo della coscienza sociale.

Il povero Montesquieu non poteva certo immaginare una deriva profana della sacralità democratica, apparente antitesi del potere derivante dal segreto, dalla conoscenza rapita, l’Edipo Re del maestro Sofocle primo tragico esempio di un silenzio bugiardo.

Il profumo di libertà del web ha reso ancor più palese l’impossibilità di nascondere il sapere e l’influsso del pensiero indipendente; nell’oceano della rete notizie, fatti, supposizioni, verità, dubbi, falsità veleggiano sicure verso orizzonti avidi di sapere.

La nostra materia non si sottrare a questa incalzante marea.

La necessità di approvvigionarsi in mercati a basso costo e l’asfissia dei mercati, nazionali ed europei, di riferimento, ha comportato l’avvicinarsi ai servizi doganali di quella realtà di piccole e medie aziende, trama del tessuto produttivo e industriale, fino a quel momento estranee alle problematiche legate al commercio internazionale, appannaggio pressochè esclusivo di gruppi economicamente transnazionali e con una solida esperienza nell’international trade.

Un mercato in espansione e una concorrenza crescente, almeno quantitativamente: spedizionieri doganali, case di spedizione, studi legali, studi professionali associati e affini, a diverso titolo si stanno avvicinando alla prassi doganale, portando, ciascuno, una parte di conoscenza sconosciuta all’altra, una somma che raramente offre il risultato sperato.

E tutti informano, anche la stessa Agenzia, nella sua veste istituzionale e i suoi funzionari, nella loro veste personale.

Commenti interessanti, ricostruzioni intriganti, analisi declinate con le parole dei testi analizzati, esegesi pedisseque di prassi e giurisprudenza, notizie che vivono lo spazio di un respiro, il bisogno di condividere e di essere condivisi.

Libertà di informare e libertà di informarsi; di comprendere e di scegliere.

Potere di informare e potere di informarsi; di comprendere e di scegliere.

 

Di scegliere non l’informazione patinata che autocelebra la propria bellezza, bensì l’informazione che coniuga dogana e realtà aziendale, commercio internazionale e prospettive di sviluppo.

L’informazione per le aziende, non per se stessi; per soddisfare che legge, non chi scrive.

L’informazione che informa, ma non forma; la formazione è altro, è sintesi ordinata, non sapere intuito e disordinato, è trasfusione di conoscenza, non ubriacatura di notizie, è sistematicità nell’apprendimento, non compulsiva sete di curiosità.

La saggezza popolare insegna: ogni ofelèe al fà ‘l so mestè.

 

 

 

 



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