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Non sempre Ex-work è sinonimo di colpa

By 1 Ottobre 2017Settembre 21st, 2020No Comments

La resa Ex-work è, probabilmente, la più amata dagli italiani, sicuramente, la più richiesta dai responsabili della logistica aziendale.

 

Occhio non vede, cuore non duole; la merce scompare nel mezzo del trasportatore, reclutato e pagato dal cliente e la responsabilità, si crede, accompagna la merce.

Lo credono in tanti, non l’amministrazione finanziaria; che, anzi, paventa una responsabilità, tributaria e penale, del cedente anche per fatti non solo a lui non direttamente imputabili, ma nemmeno da lui conosciuti.

Si è ripetutamente sottolineato che la Ctr, nella valutazione della vicenda, si è posta immediatamente dal punto di vista del cedente, ritenendo che non vi fosse prova che egli fosse coinvolto in operazioni intese a frodare il Fisco, nè che avesse ragione di sospettarlo. Insomma la Ctr ha considerato gli elementi fattuali dedotti dall’ufficio e li ha complessivamente valutati inidonei a sostenere che il contribuente avrebbe potuto e dovuto rendersi conto della inesistenza dell’esportazione”; così si esprimono i giudici di legittimità nella sentenza 20 settembre 2017, n. 21740.

A volte, basta mettersi dalla parte del contribuente; forse, non si avrà più giustizia, presumibilmente più equità.