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Provviste e dotazioni di bordo: dogana vs entrate

Provviste e dotazioni di bordo: dogana vs entrate

Tra interpelli delle Entrate e tra circolari e note delle Dogane forse è il caso, laddove possibile, di fare un punto sulle provviste e dotazioni di bordo.

Le navi, se destinate alla navigazione in alto mare, ovvero oltre le 12 miglia marine, si considerano esportate non appena varate, e con esse tutto il materiale ivi contenuto, banalmente l’allestimento e la cambusa.

Ogni qual volta la nave necessiti di un rifornimento di beni primari e non, come ogni società è tenuta ad acquistarli.

Le società fornitrici della nave, ai sensi dell’art 8 bis del DPR 633/72 emettono fattura non imponibile Iva in quanto la merce è destinata ad essere messa a bordo di una nave esportata e quindi “estera”.

Considerato che a bordo di una nave ci va ogni tipo di merce e materiale, dal food al beverage, dal fashion al fitness, passando per l’automotive e ricambistica, l’Ue nel 2010 fece una modifica alla tariffa doganale Reg CEE 2658/1987 ed introdusse il capitolo 99 per semplificare in 3 voci tutto ciò che era destinato ad essere messo a bordo, dando però un limite entro il quale tali voci potevano essere usate, rappresentato dal valore merce. In altre parole, se la merce da destinare a bordo aveva un valore, per singolo, ovvero per singola categoria merceologica, non superiore a 9000 euro la dichiarazione doganale di esportazione poteva essere effettuata utilizzando le voci generiche del capitolo 99, in alternativa la merce doveva essere dichiarata per la propria natura merceologica e pertanto con la propria voce doganale. Il limite dei 9000 è stato concesso dall’agenzia delle dogane nel 2012.

Pertanto, era chiaro e pacifico, almeno fino a qualche mese fa, che l’azienda che avesse venduto merce ad una nave adibita alla navigazione in alto mare per beneficiare e prvare della non imponibilità dell’iva ai sensi dell’art. 8 bis avrebbe dovuto effettuare una dichiarazione di esportazione. Tale dichiarazione con relativa attestazione di messa a bordo dal capitano della nave sulla fattura, comprovano l’uscita della merce dal territorio doganale unionale.

Nel corso del 2019 assistiamo però a due pronunce. Una delle dogane del 16 aprile 2019 ed una delle entrate del 30 luglio 2019.

Le Dogane chiariscono che la presentazione del vecchio memorandum riuepologativo usato ante codice doganale dell’unione in sostituzione della bolletta doganale di esportazione non poteva essere più mantenuta in quanto, qualora sussistessero le condizioni di cui alla circolare 18 D del 2010, le parti interessate dovranno dovuto richiedere all’ufficio competente un’autorizzazione alla dichiarazione incompleta, unica facilitazione al momento riconosciuta, in alternativa bisognava emettere la dichiarazione doganale al momento della messa a bordo.

Le entrate invece, a seguito di un interpello presentato da una società, chiariscono che il venditore, che vende la merce ad una nave applicando come titolo di non imponibilità l’art 8 bis è tenuto a dimostrare meramente l’avvenuto imbarco data dal comandante della stessa.

Le entrate riprendono l’art 269 del codice doganale dell’unione reg. ue 952/13 che recita “Le merci unionali che devono uscire dal territorio doganale dell’Unione sono vincolate al regime di esportazione. 10.10.2013 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 269/83 IT

  1. Il paragrafo 1 non si applica alle seguenti merci unionali:

omissis

  1. c) merci fornite, esenti da IVA o da accise, come approvvigionamento di aeromobili o navi, indipendentemente dalla destinazione dell’aeromobile o della nave, per cui è necessaria una prova di tale approvvigionamento”

A fronte di ciò ecco che ritorna in auge il vecchio memorandum nonché l’annotazione della dichiarazione di avvenuto imbarco da parte del Capitano sulla copia cartacea della fattura (Circ. Direzione Dogane, div. XV, 11 aprile 1973 n. 30819/8).

Questo farebbe venire meno l’emissione della dichiarazione doganale agevolando notevolmente aziende e provveditori, ma è palesemente in contrasto con quanto riportato dalla dogana nell’ultima nota la quale considera necessaria una dichiarazione semplificata, con relativa integrazione ad un dato periodo da concordare con l’ufficio.

Forse è il caso che la dogana si pronunci nel merito e chiarisca, definitivamente, quale sia il corretto modus operandi da tenere.

 



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