Dogana

Rimborsi e sgravi doganali diventano digitali

By 4 Ottobre 2026No Comments

Un altro procedimento doganale si prepara a diventare digitale. Dal 1° ottobre 2026 prende avvio la fase sperimentale del nuovo applicativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dedicato alla presentazione e alla gestione delle istanze di rimborso e sgravio dei dazi. La novità è stata annunciata da ADM con un avviso del 23 settembre 2026 e rappresenta un ulteriore tassello nel processo di progressiva digitalizzazione del rapporto tra operatori economici e Amministrazione doganale.

Il cambiamento non riguarda soltanto il canale attraverso il quale viene presentata un’istanza. Il nuovo sistema è infatti destinato a modificare l’intero processo di gestione dei rimborsi e degli sgravi, dalla presentazione della domanda alle successive interlocuzioni con l’Ufficio doganale, fino alla decisione conclusiva.

Per il momento si parte con una sperimentazione territorialmente circoscritta. Ma la direzione è chiara: anche un procedimento tradizionalmente caratterizzato da modelli, documentazione e scambi con gli Uffici entra progressivamente nell’ecosistema della dogana digitale.

Addio ai modelli REM e REP: nasce la procedura digitale

Il nuovo applicativo consentirà agli operatori economici di presentare in modalità digitale le istanze di rimborso o di sgravio dei dazi, sostituendo gli attuali modelli REM e REP.

Ma la novità più significativa è probabilmente un’altra. La piattaforma non sarà utilizzata soltanto per trasmettere la domanda iniziale. Attraverso il sistema potranno essere gestite anche le comunicazioni tra l’operatore economico e l’Ufficio ADM e sarà possibile monitorare le diverse fasi del procedimento fino al suo esito finale, che potrà naturalmente essere di accoglimento oppure di rigetto.

Si passa quindi da una semplice digitalizzazione dell’istanza alla digitalizzazione del procedimento. Una distinzione importante, perché la possibilità di seguire l’avanzamento della pratica e di concentrare all’interno dello stesso ambiente le interlocuzioni con l’Amministrazione dovrebbe rendere più facilmente ricostruibile l’intero iter amministrativo.

L’applicazione è già collocata all’interno del Portale Unico Dogane e Monopoli, nell’Area Riservata, attraverso il percorso dedicato a “Rimborsi e Sgravi”.

Dal 1° ottobre parte la sperimentazione

Il nuovo sistema non sarà immediatamente utilizzato su tutto il territorio nazionale.

A decorrere dal 1° ottobre 2026 la procedura viene infatti introdotta, a titolo sperimentale ed esclusivo, presso gli Uffici ADM Lazio 2 e Lombardia 7.

La sperimentazione interessa quindi, in particolare, le dichiarazioni doganali di competenza degli Uffici di Fiumicino e Brescia e delle rispettive articolazioni individuate dall’Agenzia, compreso il distretto locale dell’Aeroporto di Montichiari.

Questo limite territoriale deve essere tenuto attentamente presente dagli operatori.

ADM chiarisce infatti che le istanze digitali trasmesse agli Uffici coinvolti nella sperimentazione, ma riferite a operazioni che non rientrano nella loro competenza, non saranno trattate. Allo stesso modo, per gli Uffici non ancora coinvolti nella sperimentazione continueranno a essere applicate le procedure attualmente in uso.

Non siamo quindi ancora di fronte a una sostituzione generalizzata delle modalità tradizionali di presentazione delle istanze, ma all’avvio di un percorso che, se confermato dopo la fase sperimentale, potrà progressivamente estendersi.

Rimborso e sgravio: quando entrano in gioco

Dietro la novità informatica c’è un procedimento doganale molto più sostanziale.

Rimborso e sgravio rappresentano infatti gli strumenti attraverso i quali, nei casi previsti dalla normativa doganale, è possibile ottenere rispettivamente la restituzione di importi già versati oppure la cancellazione, totale o parziale, dell’obbligo di corrispondere un importo dei dazi che sia stato contabilizzato ma non ancora pagato.

Il riferimento normativo è rappresentato dagli articoli 116 e seguenti del Regolamento (UE) n. 952/2013, il Codice doganale dell’Unione, che disciplinano i presupposti e le condizioni in presenza dei quali può essere riconosciuto il rimborso o lo sgravio.

Non si tratta quindi di una procedura automatica né di una generica possibilità di chiedere la restituzione di un dazio ogni volta che l’operatore ritenga di aver pagato troppo.

La normativa individua specifiche fattispecie e il riconoscimento del diritto dipende dalla concreta situazione che ha determinato la contabilizzazione o il pagamento dell’importo.

Proprio per questo motivo la qualità dell’istanza e della documentazione sulla quale essa si fonda rimane centrale anche in un procedimento completamente digitalizzato.

La digitalizzazione non cambia l’onere di dimostrare il diritto al rimborso

Un’interfaccia digitale può rendere più semplice la presentazione di una domanda, ma non rende più semplice il suo fondamento giuridico.

È probabilmente questo l’aspetto che le imprese dovrebbero tenere maggiormente presente con l’introduzione del nuovo applicativo.

Una richiesta di rimborso o di sgravio può nascere, ad esempio, dalla necessità di correggere gli effetti di un trattamento doganale applicato all’importazione che successivamente risulti non dovuto o dovuto in misura differente. In queste situazioni occorre però ricostruire correttamente l’operazione, individuare il presupposto normativo sul quale fondare la richiesta e predisporre gli elementi documentali necessari a sostenerla.

La digitalizzazione modifica quindi il mezzo, non la sostanza.

Anzi, la maggiore strutturazione del procedimento potrebbe rendere ancora più importante presentare fin dall’origine un’istanza completa, coerente e correttamente motivata.

Non sempre pagare un dazio significa che fosse effettivamente dovuto

La nuova procedura offre anche l’occasione per affrontare un tema che nella pratica viene talvolta trascurato.

Le aziende dedicano comprensibilmente molta attenzione al rischio di pagare meno dazi del dovuto. Molto meno frequentemente viene effettuato il controllo opposto: verificare se, nel corso del tempo, siano stati versati dazi in misura superiore a quella effettivamente dovuta.

Una classificazione tariffaria non corretta, la mancata applicazione di un trattamento preferenziale, una determinazione del valore in dogana successivamente rettificata o altre circostanze previste dalla normativa possono rendere necessario valutare la possibilità di recuperare somme già versate.

Per questo motivo l’analisi delle operazioni doganali non dovrebbe essere concepita esclusivamente come uno strumento di controllo del rischio.

Una corretta customs compliance serve certamente a individuare possibili esposizioni nei confronti dell’Amministrazione, ma può far emergere anche opportunità di recupero.

Ed è proprio qui che audit doganale e gestione dei rimborsi finiscono spesso per incontrarsi.

Dalla dogana documentale alla dogana digitale

La sperimentazione avviata da ADM si inserisce in un processo di trasformazione molto più ampio.

Negli ultimi anni la dichiarazione doganale è diventata progressivamente un insieme strutturato di dati; numerosi procedimenti autorizzativi sono stati digitalizzati e l’interazione tra operatori e Amministrazione passa sempre più attraverso sistemi informatici.

Ora questo percorso coinvolge anche rimborsi e sgravi.

Per le imprese significa certamente maggiore tracciabilità, ma anche la necessità di organizzare meglio le informazioni sulle proprie operazioni doganali. Più il rapporto con la Dogana diventa digitale e data-driven, meno è sostenibile una gestione nella quale documenti, classificazioni, decisioni e motivazioni rimangono distribuiti tra uffici, spedizionieri, e-mail e archivi non coordinati.

In C-Trade osserviamo da tempo questa evoluzione anche nelle attività di audit e assistenza ai clienti: la gestione doganale sta passando progressivamente dal controllo della singola dichiarazione alla capacità di governare l’intero dato doganale aziendale.

La nuova piattaforma per rimborsi e sgravi è apparentemente un piccolo cambiamento procedurale. In realtà racconta molto bene la direzione verso cui si sta muovendo la Dogana.

Dal 1° ottobre il primo banco di prova sarà rappresentato da Fiumicino e Brescia. Per gli altri Uffici continueranno, almeno per ora, le procedure attualmente in uso. Ma per gli operatori il messaggio è già evidente: anche la gestione del contenzioso amministrativo sul debito doganale sta entrando definitivamente nell’era digitale.

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