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La Brexit, per dirla usando il titolo di un grande classico italiano di Gadda è davvero un 'pasticciaccio brutto' che coinvolge tutti i paesi dell'Unione Europea, i viaggiatori, le dogane, chi immigrati che lavorano li da anni. E la storia pare che non si fermerà. Arriva infatti il primo stop al governo Johnson: il Parlamento firma una legge per fermare la Brexit senza accordo e chiede un nuovo rinvio. Proprio così rimandando nuovamente la data dell'uscita definitiva e ufficiale della Uk dall'Unione Europea e sconvolgendo la linea politica dettata dal nuovo primo ministro inglese. Azioni che mandano in tilt tutti i provvedimenti in atto nelle Dogane riguardo appunto i commerci che coinvolgono le imprese di tutta europa con la Uk. Il Parlamento inglese, così riaperto, dopo la...

E alla fine, quasi ai quarti di finale e dopo un negoziato durato otto ore, la Gran Bretagna l'ha spuntata ancora. L'Ue ha accettato un'altra proroga per la Brexit fissata al 31 ottobre, il tempo necessario per capire se e come il governo inglese affronterà la questione: con una nuova legge oppure con l'abrogazione della suddetta Brexit. Sul tavolo delle trattative lo scontro più duro è stato tra Germania, che voleva addirittura estendere la proroga al prossimo anno, e la Francia che invece voleva un'uscita immediata per evitare che appunto il Governo inglese mettesse bocca sulle prossime europarlamentari, per le quali, a questo punto dovrà presentarsi e partecipare. Un accordo sofferto ma necessario secondo il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: "Ci siamo messi d'accordo...

Siamo sinceri. L’affaire Brexit intriga ben oltre la preoccupazione per le conseguenze commerciali a danno dei sudditi di Sua Maestà o degli innocenti cittadini unionali. La schizofrenia imperante, così lontana dall’immagine dell’aplomb anglosassone che la storia ci ha regalato; il valzer politico, attori deputati conservatori e laburisti che si lamentano, si dissociano, danzano sulle ceneri di un bipolarismo granitico, come nemmeno al Royal Ballet. La pervicace perseveranza di Theresa May, strenuo baluardo delle legioni brexiters moderate, fautrici di un dolce addio, assediata da miopi oltranzisti di sangue blu, da un lato e da liberisti più per necessità di partito che per convinzione etica, dall’altro, tanto da palesare l’immagine di un fervido attaccamento allo scranno di Downing Street, italica virtù da secoli dispensata nel Belpaese da integerrimi rappresentanti del...

Cosa accadrà per nel mercato italiano con l'avvento della Brexit? In che modo l'Italia, in quanto paese appartenente all'Unione Europea ne sarà coinvolta? A porre questi interrogativi, la scorsa settimana al Coldiretti ha tracciato un primo punto della situazione. L'Inghilterra importa oggi molti prodotti dall'Italia da vari settori, sia da quello agroalimentare sia da quello meccanico ingegneristico. E i dati parlano chiaro, la UK importa alimentari e vini per circa 58 milioni di euro, valore alla dogana, ed è il sesto paese al mondo nella spesa annua di importazione di prodotti dell'agroalimentare, di cui il 70% solo dai paesi della Ue. Solo in Italia il mercato UK vale 3,3 -3,5 mld annuo Dati alla mano solo per  l’Italia il mercato UK vale 3,3-3,5 mld euro l’anno di cui...

Lo scenario peggiore, quello del 'No deal' per intenderci,  si sta delineando con forza per il Theresa May e con una a lei riservata inviata dal più alto funzionario pubblico britannico si parla di pesanti ripercussioni sull'economia britannica e sulla sua sicurezza. Sedwill consigliere del premier sulla sicurezza nazionale non nasconde le sue preoccupazioni nelle 14 pagine inviate alla May, avvertendo il primo ministro sulle conseguenze durissime che innescherebbe appunto il 'No deal': i prezzi dei generi alimentari subirebbero un'impennata del 10%, pesanti rincari sui prodotti freschi, le imprese che commercializzano con la Ue sarebbero penalizzate e rischierebbero addirittura la bancarotta e per evitarli il Governo, in primis, sarebbe chiamato in causa con salvataggi pubblici. Un'intera economia a rischio che porterebbe la Gran Bretagna in recessione con...

“Pensare è la cosa meno salutare al mondo e le persone muoiono di ciò come muoiono di altre malattie. Fortunatamente, in Inghilterra, in ogni caso, il pensiero non si afferma. Il fisico splendido del nostro popolo è interamente dovuto alla stupidità nazionale”. Il sense of humor di Oscar Wilde ha valicato i secoli, cavalcato la storia, disegnato l’ironia della vita; ed oggi, con la sua naturale arguzia, come potrebbe Oscar Fingal O'Flahertie Wills qualificare il comportamento dei suoi connazionali? Ancora Brexit. Qualcosa di nuovo? Apparentemente no. La Camera dei Comuni ha respinto per la terza volta il Withdrawal Agreement; Theresa May si avvia verso la pensione; la UE, come le stelle, rimane a guardare, ufficialmente non parla, ma il buon Tusk tweetta in continuazione, malcostume politico non solo italiano, parrebbe. Nihil...

C'era da aspettarselo o da augurarselo. Dipende dai punti di vista. Per la Brexit si allungano i tempi dell'entrata in vigore e della conseguente uscita dall'UE. Una deroga è quella che Theresa May ha strappato al Consiglio europeo di Bruxelles o che le è stata concessa da Donald Tusk? Il 'No Deal' come la si metta è scongiurato, almeno per adesso, anche se dopo questa notizia si è sollevato un grande polverone contro appunto Donald Tusk. Durante la riunione della giornata di ieri i più duri sono stati Macron,  il lussemburghese Bettel e il belga Michel che volevano mantenere una linea dura contro la May e metterla letteralmente fuori la porta. Nessun'altra proroga. Questa era non solo l'idea ma una presa di posizione dettata dalle politiche liberali di cui sono...

La Dogana lo scorso 22 febbraio ha emesso le prime linee guida per poter far fronte all'uscita della Uk dall'Unione Europea e per rispondere alle numerose richieste di delucidazione in materia. E lo fa tracciando numerosi punti, e delineando varie ipotesi, per il trattamento dei principali beni che vengono esportati o importati tra Italia e Uk. Il primo punto riguarda le movimentazioni commerciali dei prodotti sottoposti ad accisa da e verso UK post Brexit, nel particolare le bevande alcoliche: vino e birra.  Per queste è prevista una modifica nelle procedure da adempiere per avviare le attività di trasferimento dei beni senza alcuna irregolarità. Per la circolazione di questi prodotti si fa riferimento nelle disposizioni  recate dalla Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008, integralmente recepite...

Brexit. Un mantra. Ripetuto ossessivamente, scritto, letto, recitato. Da improvvisati speaker, apprendisti stregoni, professionisti competenti. Brexit, il male (poco) oscuro, la grande occasione, il Satana occidentale. No deal, un fantasma che non aleggia più, bensì abita i palazzi del potere. E i palazzi del potere lo illustrano, in primis Palazzo Berlaymont, rue de la Loi, Bruxelles, edificio trionfo del vetro dove siedono i servizi della Commissione europea. Molti, in realtà, suggeriscono e consigliano, predicano attenzione e prodigano rimedi, ma la parola dei tutori degli interessi europei è legge. O dovrebbe esserlo. Leggiamo insieme “Come prepararsi alla Brexit - Guida doganale per le imprese”, ultimo pamphlet e capitolo forse conclusivo di un percorso informativo che segue le migliaia di parole scolpite online negli ultimi mesi. Un breve summary delle conseguenze della Brexit e il suggerimento di...

Sono ore di tensione queste per il governo di Theresa May. La Brexit si fa sempre più vicina e nessun accordo sembra essere stato preso, né per prolungare la data di uscita definitiva dalla Ue e né per renderla meno impattante per i mercati, commerci, trasporti e per le persone stesse. Non solo, ma aumentano le tensioni tra lo stesso governo, i partiti che lo compongono, l'opposizione che reclama a gran voce un nuovo referendum che possa ribaltare le cose. E tensioni anche tra i confini con l'Irlanda del Nord. Una situazione che non sembra trovare soluzione e la data del 29 marzo che sancisce, per il momento, l'uscita ufficiale della Uk dall'Ue è l'unica fatto certo.   Brexit sost. (neologismo linguistico). Il referendum con cui la...

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