Esportare in Turchia da quest’anno è ancora più semplice per una nuovo adeguamento entrato in vigore nel gennaio 2021 da parte del ministero del commercio della Repubblica della Turchia.

Non occorre il certificato di origine per le merci provenienti dalla Comunità Europea se accompagnate da certificato ATR con una specifica all’articolo 47 che stabilisce in caso di assoluta necessità possono essere richieste prove supplementari qualora si nutrano seri e fondati dubbi in merito all’effettiva origine del prodotto in questione.

Ma cosa è il certificato ATR e perché è così importante? E’ un certificato utile per gli operatori commerciali che esportano e importano tra i paesi dell’Unione Europea e la Turchia.

L’ATR è un certificato previsto dall’Accordo di Unione Doganale che lega la Turchia all’Unione Europea sin dal 1° gennaio 1996.

Viene rilasciato dalle autorità doganali del Paese di esportazione a richiesta dell’operatore ed attesta che la merce a cui si riferisce è in posizione di libera pratica.

Ma perché è così importante? Grazie all’ATR si gode di un trattamento daziario preferenziale che prevende l’esenzione per le spedizioni che vanno da la Turchia verso l’Europa e viceversa.

Ma non solo. Anche i paesi che hanno trattati commerciali di libero scambio con l’Europa possono godere indirettamente di questa esenzione.

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Infatti, se un prodotto importato in UE da un paese con la quale la comunità europea ha concluso un accordo di libero scambio, sarà successivamente importato in Turchia, questa operazione potrà godere del medesimo trattamento.

In questo modo si facilitano anche le merci provenienti da Stati non accordisti con la Turchia che altrimenti pagherebbero dazio. Ecco perché la modifica effettuata diventa importante proprio perché faciliterebbe le operazioni doganali e soprattutto i commerci.

Attenzione sempre alta però per l’articolo 47, l’Autorità doganale di fronte a dubbi o forte perplessità potrebbe richiedere certificati che attestano appunto l’origine dei prodotti in questione e questo creerebbe rallentamenti e confusione soprattutto nella pratica dell’espletamento delle operazioni doganali. Inoltre si sottolinea il fatto che quasi tutte le società che detengono lo stato di AEO sono esenti comunque dall’obbligo di certificazione di origine dal sistema di dichiarazione doganale.

 

 

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