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UE e Kossovo, accorso ASA: ecco i vantaggi e gli aspetti più rilevanti

By 15 Aprile 2016Settembre 21st, 2020No Comments

Ecco l’Accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra Unione europea e Kosovo, entrato in vigore il 1° Aprile 2016.

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 71 del 16 marzo 2016, è stato pubblicato l’Accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra Unione europea e Kosovo, firmato il 27 ottobre 2015, approvato con Decisione (UE) 12 febbraio 2016, n. 342 ed entrato in vigore il 1° Aprile 2016.

Gli obiettivi dell’accordo ASA

Tra gli obiettivi dell’Accordo, vi è quello di instaurare una zona di libero scambio attraverso un reciproco abbattimento dei dazi per i prodotti originari delle due parti dell’Accordo: i benefici accordati dal Kosovo ai prodotti dell’UE costituiscono, per gli operatori comunitari, il vantaggio più significativo in ambito commerciale, considerata la preesistenza di un regime di concessioni unilaterali solo da parte dell’UE (Reg.to (CE) n. 1215/09).

Gli aspetti dazari dell’accordo ASA

Sotto il profilo daziario e con particolare riguardo ai prodotti industriali, gli artt. 22 e 23 prevedono che ciascuna parte abolisca dazi e misure ad effetto equivalente sui prodotti originari dell’altra.

Nella specie, l’UE applica un’abolizione immediata su tutti i prodotti originari del Kosovo mentre quest’ultimo riconosce ai prodotti originari dell’UE un’esenzione immediata se non appartenenti all’Allegato I – ad esempio a quelli delle voci 8407, 8408 e 8708 che godono dell’esenzione a fronte di un dazio base del 10% – o una riduzione progressiva se rientranti nell’Allegato I – ad esempio alcune categorie della voce 8703 che scontano un’aliquota ridotta pari al 9% anziché del 10%.

Sotto il profilo dell’origine dei prodotti che possono accedere ai predetti benefici tariffari, il Protocollo III rinvia direttamente alla Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee (PEM), alla quale si deve pertanto fare riferimento sia per le regole e condizioni di origine sia per le prove di origine all’esportazione, che sono il certificato di circolazione EUR.1 e la dichiarazione su fattura (artt. 16 e 22 Convenzione). Si può ricorrere a quest’ultima fino a valori totali non superiori a € 6.000,00, mentre, oltre tale importo, solo se si è titolari dello status di esportatore autorizzato.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:22016A0316(01)&from=IT