La Commissione europea continua a puntare sul dialogo con gli Stati Uniti.
Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1893, pubblicato il 31 luglio 2026, viene infatti prorogata la sospensione delle misure di riequilibrio introdotte nel 2025 nei confronti di numerosi prodotti statunitensi, rinviando ancora una volta l’applicazione dei dazi aggiuntivi e delle restrizioni all’esportazione previste dal Regolamento (UE) 2025/1564.
La decisione rappresenta un nuovo tassello nel complesso negoziato commerciale tra Bruxelles e Washington e conferma la volontà dell’Unione europea di mantenere aperto il confronto anziché riaprire, almeno per il momento, un’escalation tariffaria.
Vale la pena ricordare il contenuto del regolamento oggi sospeso. Il Regolamento (UE) 2025/1564, di cui avevamo già parlato su queste pagine, aveva introdotto un articolato pacchetto di misure di riequilibrio commerciale in risposta ai dazi statunitensi applicati su acciaio, alluminio e numerosi altri prodotti europei.
Le misure europee comprendevano:
- dazi doganali supplementari su un ampio elenco di prodotti originari degli Stati Uniti;
- restrizioni all’esportazione verso il mercato statunitense di determinate merci originarie dell’Unione;
- un elenco estremamente ampio di prodotti interessati, che andava ben oltre il settore siderurgico e coinvolgeva comparti agricoli, ittici, industriali e manifatturieri.
L’obiettivo non era introdurre nuovi strumenti di protezione commerciale, bensì riequilibrare gli effetti economici delle misure adottate dagli Stati Uniti, ritenute dall’Unione incompatibili con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.
La nuova decisione non nasce da un cambio di posizione dell’Unione europea. La Commissione ribadisce infatti che continua a considerare le misure statunitensi incompatibili con il diritto dell’OMC. La sospensione trova invece origine negli sviluppi diplomatici intervenuti tra le parti.
Dopo l’accordo politico raggiunto tra UE e Stati Uniti nel luglio 2025 e la successiva dichiarazione congiunta dell’agosto dello stesso anno, Washington ha progressivamente alleggerito parte dei dazi applicati alle merci europee, mentre l’Unione ha dato attuazione ai propri impegni attraverso i Regolamenti (UE) 2026/1455 e 2026/1461, che hanno ridotto o eliminato i dazi su alcune importazioni statunitensi e aperto nuovi contingenti tariffari.
È proprio per consentire la prosecuzione di questo percorso negoziale che Bruxelles sceglie di mantenere congelate le proprie contromisure.
È importante precisare un aspetto. Le misure di riequilibrio non vengono abrogate.
Il regolamento dispone semplicemente la sospensione dell’applicazione degli articoli 1, 2 e 3 del Regolamento (UE) 2025/1564, con effetto dal 7 agosto 2026.
Dal punto di vista giuridico la differenza è rilevante. Le misure continuano ad esistere e potrebbero essere riattivate qualora il quadro politico o commerciale dovesse mutare.
Non a caso la Commissione precisa che continuerà a riesaminare costantemente la situazione e si riserva la possibilità di adottare ulteriori iniziative qualora ciò si rendesse necessario per tutelare gli interessi dell’Unione.
Per gli operatori economici la conseguenza è, almeno nell’immediato, positiva.
Le imprese che importano prodotti originari degli Stati Uniti non dovranno applicare i dazi supplementari previsti dal Regolamento 2025/1564, mentre gli esportatori europei continueranno a non essere soggetti alle restrizioni previste da quel provvedimento. Questo non significa però che la vicenda possa considerarsi definitivamente chiusa. Negli ultimi mesi le relazioni commerciali tra Unione europea e Stati Uniti hanno dimostrato quanto rapidamente possano cambiare gli scenari tariffari.
L’introduzione, la sospensione e la successiva modifica delle misure si sono susseguite nel giro di pochi mesi e rendono evidente quanto sia ormai indispensabile monitorare costantemente l’evoluzione normativa.
Per le imprese che operano stabilmente con gli Stati Uniti, la gestione del rischio doganale non può più limitarsi alla verifica del dazio applicabile al momento dell’importazione, ma deve considerare anche l’evoluzione delle misure di politica commerciale e gli effetti che eventuali nuove tensioni potrebbero produrre sui costi della supply chain.
Le relazioni commerciali tra UE e USA continuano a evolversi e le misure tariffarie possono cambiare rapidamente. C-Trade monitora costantemente i provvedimenti europei e statunitensi per supportare le imprese nella gestione dei dazi, delle misure di politica commerciale e degli impatti sulle operazioni di importazione ed esportazione. Contattaci per verificare come questi aggiornamenti possono incidere sulla tua supply chain.