Nel mese di ottobre è stato pubblicato dalla Commissione il programma di lavoro per il 2021, con una serie di obiettivi politici molto ambiziosi, che mirano a modificare, attuare o generare regolamenti comunitari immediatamente applicabili per gli SM.

Nello specifico, il Work Programme si pone il raggiungimento dei seguenti obiettivi politici:

  • green Deal europeo
  • Europa adatta all’era digitale
  • economia che lavora per le persone
  • Europa più forte nel mondo
  • promuovere lo stile di vita europeo
  • nuova spinta per la democrazia europea

All’interno dell’obiettivo “Economia che lavora per le persone” viene trattata la possibile modifica delle regole doganali.

La commissione si è impegnata a valutare come gli SM hanno attuato il codice doganale dell’Unione. L’UCC mira, tra l’altro, a semplificare le norme e le procedure doganali e processi, realizzare un ambiente completamente privo di supporti cartacei e rafforzare la certezza del diritto e la prevedibilità delle norme doganali. L’analisi valutativa verificherà l’equilibrio tra i controlli doganali e l’agevolazione degli scambi, nonché la misura in cui le norme attuali supportano l’attività economica legittima e prevengono il commercio sleale o illegale.  Per quanto riguarda i sistemi informatici, lo studio dovrebbe valutare se i processi automatizzati stabiliti nel pacchetto CDU abbiano consentito una collaborazione rafforzata tra le autorità doganali e l’interoperabilità tra i diversi sistemi elettronici.

Questa valutazione dovrebbe includere anche l’analisi costi/benefici relativi all’attuazione e all’applicazione del CDU per tutte le parti interessate (costi di conformità, costi amministrativi, oneri amministrativi, benefici, risparmi), nonché il potenziale per qualsiasi ulteriore semplificazione e riduzione degli oneri, il che, tuttavia, non comprometterebbe gli obiettivi doganali.

 

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