Conflitti come quello russo-ucraino, che dal bombardamento del 24 febbraio ha ripercussioni devastanti sulle popolazioni locali, incolpevoli della follia governativa, sono in primis una emergenza umanitaria di fronte a cui i Paesi europei e le grandi potenze del Mondo non possono restare indifferenti, ma hanno anche indubbie ricadute sui rapporti commerciali internazionali e, di conseguenza, sulle economie locali.

L’Ucraina è tra i primi dieci Paesi al Mondo produttori ed esportatori di metalli: possiede i più grandi giacimenti di uranio in Europa, in cui è il quarto Paese per riserve di gas e petrolio e il primo produttore di carbone; detiene l’unico deposito europeo di sabbie minerali e ingenti quantità di caolino e argille. Dall’altra parte, la Russia è il primo produttore al mondo di palladio, il secondo di gas, petrolio e cobalto, il terzo di nichel, alluminio e oro.

L’inizio della guerra ha determinato un immediato innalzamento dei prezzi di grano e soia, ai massimi dal 2012. Ricordiamo che l’Italia importa il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais per l’alimentazione del bestiame. Inoltre, ha già  causato l’innalzamento del prezzo del gas ai massimi di scambio dal 2014 – l’impatto sull’economia italiana è quantificato dagli analisti in circa € 20 miliardi/anno – per l’alluminio ai massimi dal 2008, del nichel dal 2011,

Ma non solo: il conflitto è causa di un blocco dello spazio aereo della Russia a 36 Stati, di un possibile divieto di attracco nei porti europei alle navi russe, di difficoltà di movimento dei mezzi ucraini nel Mar Nero, di condizioni difficili dei trasporti ferroviari e di quelle disastrose dei traffici terrestri. Alla sconfitta nella sfida logistica potrebbe conseguire un innalzamento senza precedenti dei prezzi delle commodities, soprattutto se accompagnato da una ritorsione russa all’esportazione di materie prime verso l’Europa in risposta alle misure restrittive imposte dalla UE. Per tale ragione, società di analisi USA vedono questo come l’elemento più delicato, in grado di destabilizzare le transazioni finanziarie.

E le conseguenze sono di portata storica. L’Unione Europea e gli Usa hanno imposto sanzioni  economiche e finanziarie senza precedenti all’aggressione armata russa all’Ucraina; tuttavia, per una analisi definitiva delle conseguenze di questa, comunque, per tutti sconfitta umanitaria dovremmo attendere le decisioni di Sud America, Africa, Far East, anche per comprendere fino a dove possa spingersi l’influenza della Cina, Paese vicino alle posizioni russe e già corso in soccorso dell’amico Putin comprando gas e grano. 

 

 

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