Antidumping

Dazi Antidumping UE: Misure provvisorie contro acciaio laminato a caldo da Egitto, Giappone e Vietnam

By 22 Aprile 2025No Comments

Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/670, pubblicato il 7 aprile 2025, la Commissione Europea ha istituito dazi antidumping provvisori sulle importazioni di prodotti piatti laminati a caldo originari di Egitto, Giappone e Vietnam. Questa decisione arriva al termine di un’inchiesta approfondita avviata nell’agosto 2024, a seguito della denuncia presentata da EUROFER (European Steel Association), per difendere l’industria siderurgica europea da pratiche commerciali sleali. Vediamo tutti i dettagli, i motivi e gli effetti delle nuove misure.

Quali prodotti sono interessati?

I dazi si applicano ai prodotti piatti laminati a caldo, in ferro o acciai non legati o altri acciai legati, arrotolati o in fogli, non placcati né rivestiti. Voci doganali interessate (NC/TARIC):

  • 7208 10 00 – Prodotti laminati a caldo di larghezza ≥ 600 mm, in rotoli, non placcati né rivestiti,
  • 7208 25 00 – In rotoli, di spessore > 10 mm,
  • 7208 26 00 – In rotoli, di spessore > 4,75 mm ma ≤ 10 mm,
  • 7208 27 00 – In rotoli, di spessore > 3 mm ma ≤ 4,75 mm,
  • 7208 36 00 – In rotoli, di spessore ≥ 3 mm,
  • 7208 37 00 – In rotoli, di spessore < 3 mm,
  • 7208 38 00 – Altri prodotti laminati a caldo in rotoli,
  • 7208 39 00 – Altri,
  • 7211 13 00 – Nastri laminati a caldo, larghezza < 600 mm,
  • 7211 14 00 – Altri nastri laminati a caldo,
  • 7211 19 00 – Altri,
  • 7225 30 90 – Prodotti piani in acciai legati, laminati a caldo, non rivestiti,
  • 7225 40 60 – Altri prodotti piani in acciai legati,
  • 7225 40 90 – Altri,
  • 7226 91 91 – Nastri laminati a caldo in acciai legati,
  • 7226 91 99 – Altri nastri laminati a caldo.

Esclusioni specifiche:

  • Prodotti in acciaio inox (capitolo 7219, 7220),
  • Acciai rapidi e da utensili,
  • Alcuni prodotti piatti molto spessi (>150 mm) o larghi (>2050 mm).

Le ragioni della misura: dumping e pregiudizio

L’inchiesta ha accertato che:

  • I prodotti provenienti da Egitto, Giappone e Vietnam sono stati venduti nell’UE a prezzi inferiori ai loro costi di produzione,
  • Questa pratica di dumping ha causato seri danni all’industria europea: perdita di quote di mercato, calo dei prezzi, peggioramento della redditività.

Margini di dumping provvisori accertati:

  • Egitto: 12,8%,
  • Giappone: tra 6,8% e 9,5%,
  • Vietnam: tra 5,9% e 8,4%.

L’India esclusa dal provvedimento

Sebbene inizialmente indagata, l’India è stata esclusa dalla misura perché i suoi margini di dumping risultavano inferiori alla soglia minima di rilevanza prevista dal diritto UE (2%).

Le aliquote dei dazi provvisori

I dazi variano in base al produttore:

Paese Produttore Aliquota dazio provvisorio
Egitto Ezz Steel Company 12,8%
Giappone Nippon Steel Corporation 9,2%
Giappone Tokyo Steel Co., Ltd. 6,8%
Giappone Tutti gli altri 9,5%
Vietnam Formosa Ha Tinh Steel Corporation 5,9%
Vietnam Hoa Phat Dung Quat Steel Joint Stock Co. 8,2%
Vietnam Tutti gli altri 8,4%

I dazi si applicano sul valore CIF (franco frontiera UE, dazio non incluso).

Procedura e tempistiche

  • Il dazio antidumping provvisorio sarà applicabile per sei mesi.
  • L’indagine continua: la Commissione dovrà decidere se introdurre dazi definitivi entro ottobre 2025.
  • Sono possibili riscossioni retroattive sui prodotti importati durante il periodo di registrazione (da ottobre 2024).

Impatti pratici per le aziende

Gli importatori devono:

✔️ Verificare l’origine esatta dei prodotti e dei fornitori,
✔️ Tenere conto del dazio nei calcoli di prezzo e margine,
✔️ Rivedere i contratti di acquisto, inserendo clausole di protezione,
✔️ Valutare fornitori alternativi dove necessario,
✔️ Restare aggiornati sulle fasi finali dell’inchiesta antidumping.

Le autorità doganali applicheranno i dazi al momento dello sdoganamento, utilizzando le voci doganali sopra indicate.

Con queste nuove misure, l’Unione Europea conferma il proprio impegno a difesa dei settori strategici da pratiche commerciali sleali, proteggendo competitività, investimenti e occupazione in un comparto – quello dell’acciaio – considerato essenziale anche per la transizione energetica e digitale.

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