Nel mese di maggio 2025, la Commissione europea ha avviato due distinti procedimenti antidumping su richiesta delle rispettive industrie dell’Unione, con l’obiettivo di contrastare pratiche commerciali sleali che stanno danneggiando la concorrenza leale e la produzione europea. Le misure riguardano due settori strategici: pneumatici per veicoli e polietilene tereftalato (PET).
- Pneumatici in gomma dalla Repubblica Popolare Cinese (GU C 2025/2778)
Prodotto oggetto dell’inchiesta
Pneumatici nuovi, in gomma, dei tipi utilizzati per:
- autovetture (inclusi station wagon e auto da corsa),
- autobus,
- autocarri,
con indice di carico ≤ 121 (tipico dei veicoli leggeri).
Paese interessato: Cina
Codici doganali indicativi: 4011 10 00 e 4011 20 10
Motivazioni:
La denuncia, presentata il 7 aprile 2025 dalla Coalition Against Unfair Tyre Imports, afferma che i pneumatici cinesi sono oggetto di dumping con:
- distorsioni significative sui prezzi e costi interni (es. energia, materie prime, manodopera),
- forti sovvenzioni e interferenze pubbliche,
- materie prime soggette a IVA all’export (es. gomma sintetica, nerofumo, acciaio), che generano vantaggi sleali.
Conseguenze sull’industria UE:
- Riduzione delle vendite e dei prezzi,
- Erosione della quota di mercato,
- Compromissione della redditività e dell’occupazione.
Paese terzo rappresentativo proposto per il calcolo del valore normale: Serbia Procedura:
- La Commissione ha aperto l’inchiesta ai sensi del Reg. (UE) 2016/1036,
- Periodo dell’inchiesta: 1° gennaio – 31 dicembre 2024,
- Il procedimento prevede la valutazione dell’interesse dell’Unione e l’eventuale applicazione di dazi antidumping
- Polietilene tereftalato (PET) dal Vietnam (GU C 2025/2787)
Prodotto oggetto dell’inchiesta
PET con indice di viscosità ≥ 78 ml/g, usato nella produzione di:
- bottiglie per bevande,
- imballaggi alimentari,
- fibre tessili,
conforme alla norma ISO 1628-5.
Paese interessato: Vietnam
Codice doganale indicativo: 3907 61 00
Motivazioni:
La denuncia del 9 aprile 2025 da parte di PET Europe sostiene che:
- Il PET vietnamita è venduto nell’UE a prezzi inferiori al valore normale del mercato interno vietnamita,
- Ciò ha causato perdite significative alle imprese europee in termini di:
- vendite e quota di mercato,
- redditività.
Conseguenze sull’industria UE:
Situazione finanziaria deteriorata e aumento del rischio di disinvestimenti nella produzione europea di PET.
Procedura:
- Apertura del procedimento ai sensi del Reg. (UE) 2016/1036,
- Periodo dell’inchiesta: 1° gennaio – 31 dicembre 2024,
- Analisi anche del periodo 2021–2024 per valutare tendenze e pregiudizio.
Considerazioni conclusive
Entrambi i casi mostrano una strategia di protezione attiva da parte della Commissione europea verso settori produttivi vulnerabili all’aggressività commerciale di paesi terzi.
Mentre nel caso cinese il focus è su distorsioni sistemiche strutturali, per il Vietnam la questione riguarda pratiche di dumping sui prezzi in un settore industriale altamente competitivo.
Cosa devono fare ora le imprese coinvolte?
- Importatori: valutare la tracciabilità d’origine, la possibile modifica delle forniture e il rischio dazi.
- Operatori doganali e consulenti: supportare i clienti nella valutazione del rischio e nell’interazione con la Commissione.
- Produttori europei: partecipare all’inchiesta fornendo dati e sostenendo le ragioni della filiera.
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