L’esportazione definitiva è il regime doganale che consente alle merci unionali di uscire dal territorio doganale dell’Unione europea, destinazione un Paese extracomunitario.

Ogni volta che spediamo un bene al di fuori dell’Unione europea dobbiamo presentare in dogana una dichiarazione di esportazione, perché stiamo, di fatto, attraversando il confine unionale.

 

Non importa la ragione per la quale stiamo inviando il bene all’estero: nell’ottica del legislatore doganale, il semplice passaggio del confine comporta l’obbligo della dichiarazione. Posso anche inviare il bene a me stesso, magari in un mio deposito all’estero, oppure consegnarlo in conto visione o in conto vendita, senza perderne la proprietà; è evidente che, in questo caso, non emetterò nessuna fattura commerciale, proprio perché non esiste una cessione del bene.

 

Cosa devo presentare in Dogana, insieme alla dichiarazione di esportazione, se non ho una fattura? Una lista valorizzata, ovvero un elenco dei beni che sto esportando con il relativo valore; perché, anche se non sto vendendo nulla, comunque un valore “ai fini doganali” alla merce devo pur sempre darlo.

Se, invece, vendo la merce, emetterò una fattura commerciale e in quella, obbligatoriamente, indicherò il valore della merce; senza evidenziare alcuna imposizione Iva, perché le operazioni di cessione all’esportazione sono non imponibili, così da non gravare il prezzo di vendita di un’imposta che renderebbe lo stesso poco concorrenziale.

Dunque, che io “esporti” o che “ceda all’esportazione”, sempre la dichiarazione devo presentare; nel secondo caso, l’operazione interesserà anche l’ambito Iva, godendo dell’agevolazione della non imponibilità.

Un beneficio che comporta, però, qualche sacrificio; nella specie, la prova dell’avvenuta esportazione, il codice MRN appurato.

Un bel problema, soprattutto se esporto da più luoghi e con più spedizionieri o corrieri, sempre a rincorrerli, sempre a contare le dichiarazioni che mancano; perché se non le trovo, in caso di verifica mi verrà addebitata l’Iva, come se avessi messo in consumo i beni in Italia, oltre alla sanzione dal 100 al 200 per cento dell’imposta non pagata.

 

Come fare?

Mai pensato ad un luogo approvato?

Cos’è?

See you later…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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