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La scorsa settimana il premier Kurti aveva confermato la diminuzione dei dazi a partire dal 15 marzo 2020 con il bene stare di Bruxelles ma il malcontento di Washington.

Se il governo di Kurti, neo premier del Kosovo, non abolirà i dazi alla Serbia, Washington potrebbe ritirare le proprie truppe dal Kosovo dopo dieci anni mettendo di fatto a rischio la pace tra i paesi protagonisti delle violente guerre nel Balcani durante gli anni ’90.

Una richiesta che è stata inviata dal governo di Trump attraverso un tweet lanciato dal senatore americano David Perdue che testualmente dice: «In due decenni le forze statunitensi hanno aiutato per il mantenimento della pace fra Kosovo e Serbia. Adesso, con uno storico progresso in loco, il Kosovo deve fare la propria parte abolendo completamente i dazi imposti alla Serbia. Se il Kosovo non è totalmente impegnato per la pace, gli Usa dovrebbero riconsiderare la loro presenza».

Non è solo un avvertimento quello di Perdue, ma una forte pressione che Washington ha sul nuovo governo di Albin Kurti.

Un’abolizione totale dei dazi del Kosovo verso la Serbia è una rassicurazione di pace e dialogo per il governo degli Stati Uniti.

«Qui – ha dichiarato ieri il premier in una sessione straordinaria del Parlamento kosovaro – non si sta discutendo dell’abolizione dei dazi e del rilancio del dialogo. È una menzogna. Qui si vuole abolire i dazi e mettere fine al dialogo con un accordo già pronto tra i due presidenti (Aleksandar Vucic, presidente serbo e Thaqi, ndr). Sono convinto che esiste già un accordo».

Parole di fuoco quelle di Kurti che alludono allo scambio di territori e popolazioni pensato da Vucic e Thaqi con la mediazione dell’ex Alta Rappresentante dell’Ue Federica Mogherini per risolvere la questione delle relazioni tra Kosovo e Serbia. Un accordo che Washington sembra ora voler portare a casa a tutti i costi, incluso quello di far saltare Kurti e il suo governo.

 

FONTE: Sole24Ore

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