Dal 31 marzo 2022, gli esportatori di piastrelle di ceramica dell’UE non dovranno più sottoporsi a test ridondanti o audit dei prodotti quando esportano in Arabia Saudita, il che significa che l’esportazione diventerà più economica, più veloce e più prevedibile. L’UE si è assicurata l’impegno dell’Arabia Saudita per la rimozione, da parte di quest’ultima, di una serie di ostacoli che attualmente gravano sull’importazione di piastrelle di ceramica.

Questo impegno è il risultato di un accordo costruttivo tra l’UE e l’Arabia Saudita nel quadro di un caso di regolamento sugli ostacoli al commercio (TBR) aperto nel 2020 a seguito di una denuncia presentata dall’industria europea.

L’Arabia Saudita è una destinazione di esportazione importante, rappresentando il 2,8% delle esportazioni e delle vendite di piastrelle dell’UE per 100 milioni di euro nel 2019. Un esame della Commissione del 2021 ha rilevato che le normative tecniche dell’Arabia Saudita ostacolavano dal 75% all’80% delle esportazioni dell’UE di piastrelle di ceramica, colpendo le PMI in particolare.

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