Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1984 del 3 ottobre 2025, la Commissione ha disposto la registrazione delle importazioni di filati di poliammide originari della Cina, in vista di una possibile imposizione di dazi antidumping retroattivi.
L’indagine segue una denuncia presentata da una coalizione europea di produttori che rappresentano oltre il 25% della produzione dell’UE di filati di poliammide, dopo aver rilevato pratiche di dumping con margini stimati tra il 49% e il 131%.
Il prodotto interessato comprende diverse varianti di filati di nylon e poliammidi alifatiche, escluse quelle ad alta tenacità, classificate ai codici NC 5402 31 00, 5402 45 00, 5402 51 00 e 5402 61 00.
La registrazione consente alla Commissione, qualora il dumping venga accertato, di applicare i dazi retroattivamente sulle importazioni registrate, come previsto dall’art. 14, par. 5 del regolamento di base.
L’eventuale livello dei dazi sarà fissato al valore inferiore tra il margine di dumping e quello necessario a eliminare il pregiudizio, in conformità all’art. 7, par. 2 del regolamento 2016/1036.
Il comparto dei filati sintetici, in particolare il nylon, è fortemente strategico per la filiera tessile e tecnica europea. L’eventuale introduzione dei dazi potrebbe riequilibrare la concorrenza e arginare gli effetti del dumping cinese su prezzi e margini.
La Commissione europea monitora le importazioni cinesi di filati di poliammide, in attesa di confermare la presenza di dumping. La registrazione rappresenta un segnale chiaro di tutela preventiva per l’industria tessile europea.