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Rimborso dazio prodotti siderurgici Legge 639/1964

By 6 Giugno 2022No Comments

Per incentivare l’esportazione dei prodotti dell’industria, in particolare quella meccanica, lo Stato italiano promulgò nel 1964, la Legge 5 luglio n. 639 concernente la Restituzione dei diritti doganali e delle imposizioni indirette interne diverse dall’imposta generale sull’entrata, per taluni prodotti industriali esportati.

Tale Restituzione, più generalmente conosciuta come “Rimborso dazio materiale ferroso” o “rimborso siderurgico”, viene accordata all’atto dell’esportazione dei prodotti elencati nella Tabella allegata alla Legge in argomento.

La tabella riporta un elenco molto corposo senza un collegamento diretto con le voci doganali, è necessario quindi un abbinamento pressoché puntuale.

La restituzione è corrisposta nella misura unitaria per ciascuna voce indicata nella tabella ed è calcolata in base all’aliquota per Kilogrammo nettissimo.

La legge fu modificata nel 1977 con il DPR 7/9/1977 n. 788 che prevedeva la riduzione delle aliquote per le esportazioni destinate verso Paesi membri dell’Associazione europea di libero scambio (E.F.T.A.): Islanda, Norvegia, Svizzera.

Da allora nessuna ulteriore variazione.

Le aliquote sono espresse in Lire e la legge è tutt’ora in vigore ed applicata.

Quindi, il principio è che se il prodotto oggetto di esportazione è fatto, prevalentemente o esclusivamente, di ferro, acciaio o ghisa ed è contenuto nella tabella allegata alla legge può beneficiare di un rimborso del dazio sul ferro, acciaio o ghisa impiegato, per mano dell’agenzia delle dogane e dei monopoli.

Per poter beneficiare del Rimborso Dazio è fondamentale indicare nella dichiarazione doganale il regime nazionale 002 ed il calcolo del rimborso spettante oltre ad essere in possesso della copia 3A.

La copia 3A doveva essere munita di timbro rosso attestante l’esportazione, oltre alla data ed alla firma del funzionario della dogana di esportazione una volta che quest’ultima avesse ricevuto il messaggio “risultati di uscita” dalla dogana di uscita.

Tale principio era contenuto nella nota protocollo n. 3028 del 21/07/2008, mai abrogata.

Ma l’evoluzione dell’informatica in campo doganale è andata avanti e i visti uscire, con il progetto AES, sono stati telematizzati già dal 2008, ma nessuno ha pensato che la nota 3028 necessitasse di una rivisitazione e modernizzazione.

Quindi alcuni uffici, pur senza una nota della direzione centrale, usavano il buon senso ed altri, ligi all’applicazione delle disposizioni, pretendevano il timbro e la firma del funzionario creando così distoniche applicazione della norma sul territorio nazionale.

Curando per molti clienti le pratiche di rimborso siderurgico in tutta Italia, ed applicando un modus operandi diverso a seconda dell’UD con cui mi rapportavo, ho fatto una vera e propria “battaglia”, durata due anni, con la sede centrale, chiedendo un intervento esplicato sul punto che permettesse di lavorare in maniera uniforme alla luce degli obiettivi di paperless a cui l’unione europea mira.

Oggi possiamo dire di aver contribuito a rendere snella e veloce la richiesta di rimborso del dazio attraverso l’esibizione del mero visto uscire elettronico ed abrogando, limitatamente al paragrafo di riferimento, la nota 3028 del 2008.

Fate però molta attenzione all’applicazione delle aliquote!

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