Non si è ancora insediato a Washington, inseguito dalle comiche minacce social del suo poco illustre predecessore, ma gli effetti del neo Presidente USA sulla scena geopolitica internazionale già si percepiscono nitidamente. La Commissione europea e l’Alto rappresentante statunitense a Bruxelles hanno presentato lo scorso 2 dicembre una proposta per una nuova e più lungimirante agenda transatlantica.

Da un lato, cambiamenti di potere geopolitici, tensioni bilaterali e tendenze unilaterali, che hanno imperversato gli anni scorsi sembrano essere improvvisamente svaniti alla notizia della vittoria del Presidente eletto Joe Biden e del vicepresidente Kamala Harris; dall’altro lato, un’Unione europea più assertiva, forse capace, di certo intraprendente e una nuova realtà economica; insieme, un’opportunità irripetibile per progettare una nuova agenda transatlantica per la cooperazione globale basata su valori, interessi e influenza globale comuni.

La proposta comunitaria affronta, per ora, principi di carattere molto generale, quali azioni e istituzioni multilaterali più forti, perseguimento di interessi comuni, interazioni congiunte, ricerca di soluzioni che rispettino i valori comuni, con l’intento di ristabilire un partenariato transatlantico più stretto e lavorando per un mondo più sano, sicuro, prospero e democratico e per difendere il pianeta, sviluppando tecnologia e commercio. La UE si impegna a svolgere un ruolo strategico nel vertice per la democrazia proposto dal Presidente USA, per combattere l’ascesa dell’autoritarismo, le violazioni dei diritti umani e la corruzione, promuovendo la stabilità regionale e globale, obiettivo da raggiungere anche attraverso un nuovo dialogo UE-USA sulla sicurezza e la difesa. I prossimi passi? L’approvazione dell’agenda da parte del Consiglio europeo e un summit con gli USA nella prima metà del prossimo anno.

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