EUDR

EUDR: la Commissione UE propone il rinvio di un anno per l’entrata in vigore.

By 5 Ottobre 2025No Comments

A pochi mesi dalla data prevista per l’entrata in applicazione del Regolamento UE 2023/1115 (EUDR), la Commissione Europea prende una posizione che segna una svolta significativa: si sta valutando ufficialmente il rinvio dell’entrata in vigore di un anno, con una nuova scadenza ipotizzata per dicembre 2026.

La comunicazione, inviata il 23 settembre 2025 dalla Commissaria Jessika Roswall al Parlamento Europeo e al Consiglio Ambiente, conferma che i problemi tecnici legati all’implementazione del sistema informatico centrale – l’infrastruttura digitale che dovrebbe gestire tutte le operazioni EUDR – rischiano di compromettere l’efficacia del regolamento, rendendo inattuabili alcuni obblighi fondamentali per le imprese e le autorità doganali.

Il cuore del problema è rappresentato dal sistema informativo centrale, progettato per raccogliere, gestire e rendere accessibili tutte le Dichiarazioni di Due Diligence relative ai prodotti regolamentati (come legno, caffè, cacao, soia, gomma, bovini, olio di palma).

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi mesi e il confronto attivo con gli stakeholder, la Commissione segnala che le previsioni iniziali sul volume di operazioni sono state ampiamente sottostimate. I nuovi calcoli evidenziano un carico previsto che il sistema, nella sua forma attuale, non è in grado di sostenere senza rischi concreti di:

  • rallentamenti gravi delle risposte ai soggetti obbligati;
  • impossibilità di registrare nuovi operatori economici;
  • difficoltà nell’inserimento o nel recupero delle Dichiarazioni di Due Diligence;
  • impatti negativi sull’interazione con le autorità doganali;
  • paralisi delle catene di fornitura e distorsioni dei flussi commerciali intra-UE e con Paesi terzi.

La lettera elenca una serie di fattori che stanno contribuendo a questo sovraccarico:

  • La molteplicità delle modalità di interazione tra gli operatori economici e il sistema informatico;
  • Gli obblighi anche per gli operatori downstream, spesso meno strutturati;
  • L’elevato numero di spedizioni in piccoli colli, che moltiplica il numero delle dichiarazioni;
  • I tempi di risposta legati ai controlli interni, sia da parte della Commissione che delle autorità competenti degli Stati membri.

Questi elementi, messi insieme, delineano uno scenario operativo molto più complesso di quello previsto inizialmente e che – se non affrontato in modo strutturato – metterebbe in crisi la piena attuazione del Regolamento.

È in questo contesto che si inserisce la proposta della Commissione: posticipare l’entrata in applicazione del regolamento di 12 mesi, con nuova scadenza al 30 dicembre 2026. Lo scopo dichiarato è duplice:

  • Evitare disfunzioni sistemiche che danneggerebbero le imprese e gli scambi commerciali;
  • Concedere il tempo necessario per rimediare ai problemi strutturali già individuati e testare in modo efficace la piattaforma IT prima del lancio definitivo.

Il rinvio non rappresenterebbe un arretramento politico sugli obiettivi ambientali del Green Deal, ma una scelta tecnica necessaria per tutelare la credibilità e l’effettiva applicabilità del Regolamento EUDR, che resta una delle politiche più ambiziose dell’UE in materia di sostenibilità delle catene globali.

La lettera è stata inviata non solo al Parlamento Europeo, ma anche al Presidente di turno del Consiglio Ambiente, segnalando la volontà della Commissione di avviare un confronto interistituzionale rapido per formalizzare la proroga.

Tuttavia, ad oggi non esiste ancora una decisione ufficiale: il rinvio richiederà una modifica formale del regolamento o un atto interpretativo di pari forza, il che comporta tempi e passaggi politici da monitorare con attenzione.

Per le aziende coinvolte nella filiera dei prodotti EUDR, la notizia rappresenta una potenziale boccata d’ossigeno. La scadenza di dicembre 2025 è ormai alle porte, e molti operatori non si sentivano pronti, soprattutto per la complessità dei requisiti tecnici, le difficoltà nella geolocalizzazione dei lotti e l’incertezza sull’interoperabilità tra sistemi aziendali e piattaforma europea.

Tuttavia, la situazione resta fluida. In assenza di un provvedimento formale, le aziende devono proseguire i lavori di adeguamento, preparare i propri sistemi interni, avviare le attività di due diligence e formare il personale, per non trovarsi impreparate qualora il Regolamento entri in vigore nei tempi stabiliti.

Come sempre accade nei momenti di transizione normativa, la differenza tra chi si limita ad attendere e chi sceglie di prepararsi si traduce in vantaggio competitivo.

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