La Amministrazione Generale delle Dogane della Repubblica Popolare Cinese (GACC) ha pubblicato un nuovo avviso ufficiale che introduce importanti novità in materia di determinazione dell’origine e applicazione di dazi aggiuntivi sulle merci importate dagli Stati Uniti e da parte del Canada.
La misura si inserisce nel quadro delle contro-tariffe cinesi 2025, stabilite dal Comitato Tariffario del Consiglio di Stato, che prevedono un’ulteriore imposizione doganale sulle importazioni di specifiche categorie di merci originarie dei due Paesi, oltre ai dazi già esistenti.
In base al nuovo avviso, per le merci di origine statunitense e canadese sarà applicato un dazio aggiuntivo calcolato sulla base delle aliquote attualmente vigenti (MFN, convenzionali o preferenziali) più le aliquote supplementari già introdotte negli annunci precedenti del Comitato
L’avviso chiarisce che l’applicazione dei dazi dovrà avvenire nel rispetto delle regole di origine previste dalla legge doganale cinese, che distingue tra:
- aliquota della nazione più favorita (MFN),
- aliquota convenzionale (prevista da accordi di libero scambio),
- aliquota preferenziale (nell’ambito di regimi speciali),
- aliquota ordinaria.
Ogni aliquota dovrà essere applicata conformemente alla determinazione dell’origine secondo le norme cinesi. Le autorità doganali locali sono inoltre incaricate di fornire assistenza interpretativa alle imprese, effettuare verifiche periodiche e intervenire tempestivamente in caso di applicazioni non corrette.
Oltre all’aspetto tariffario, la GACC ha colto l’occasione per correggere una scappatoia di lunga data nella determinazione dell’origine. Fino a oggi, la dogana cinese aveva ritenuto che, in caso di sovrapposizione, le regole di origine preferenziali (come quelle previste da accordi di libero scambio quali il RCEP o l’accordo Cina-ASEAN) prevalessero sulle regole di origine non preferenziale, fondate sul criterio della trasformazione sostanziale.
Con il nuovo avviso, l’Amministrazione chiarisce invece che, per le merci di origine statunitense e canadese, prevarrà il test di trasformazione sostanziale previsto dalle regole di origine non preferenziali.
Questo allineamento serve a garantire che il trattamento applicato dalla Cina alle merci di origine USA sia coerente con quello adottato dagli Stati Uniti nei confronti delle merci di origine cinese.
La nuova impostazione potrebbe avere impatti significativi sulla determinazione dell’origine per diverse categorie di prodotti – ad esempio, per le patatine e derivati agricoli – dove la trasformazione del prodotto avviene in più Paesi e la determinazione dell’origine risulta complessa.
L’aggiornamento segna un inasprimento della posizione cinese nelle relazioni commerciali con Stati Uniti e Canada, rafforzando al contempo la coerenza normativa interna in materia di dazi e regole di origine. Le imprese coinvolte nei flussi di esportazione verso la Cina dovranno prestare particolare attenzione alla determinazione dell’origine dei propri prodotti, soprattutto nei casi in cui la catena produttiva coinvolge trasformazioni in più Paesi.
La misura rientra in una strategia più ampia volta a bilanciare gli effetti delle tariffe imposte da Washington e Ottawa contro le esportazioni cinesi e a ridurre le possibilità di elusione delle sanzioni commerciali attraverso Paesi terzi.
Il nuovo avviso della GACC rappresenta una svolta significativa nella politica doganale cinese:
- uniforma il trattamento delle merci USA e canadesi,
- rafforza la tracciabilità dell’origine,
- e consolida la coerenza tra i regimi tariffari preferenziali e non preferenziali.
Per gli operatori europei e internazionali che esportano verso la Cina o gestiscono catene di fornitura con componenti di origine nordamericana, diventa ora fondamentale rivedere le strategie di classificazione e di origine, assicurando piena compliance doganale per evitare dazi imprevisti o ritardi nello sdoganamento.