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Il nono pacchetto di sanzioni alla Russia

By 3 Gennaio 2023Gennaio 9th, 2023No Comments

Dal marzo 2014 l’UE ha imposto gradualmente misure restrittive nei confronti della Russia in risposta:

  • all’annessione illegale della Crimea nel 2014
  • all’attacco militare senza precedenti e non provocato della Russia nei confronti dell’Ucraina nel 2022
  • all’annessione illegale delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson nel 2022

Le misure sono concepite per indebolire la base economica della Russia, privandola di tecnologie e mercati fondamentali e limitando in modo significativo la sua capacità bellica.

In risposta al protrarsi della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e alla gravità dell’attuale escalation contro i civili e le infrastrutture civili, il Consiglio adotta un nono pacchetto di sanzioni. Le nuove misure vietano tra l’altro:

  • le esportazioni di motori per droni
  • le esportazioni di beni e tecnologie a duplice uso
  • gli investimenti nel settore minerario
  • le operazioni con la Banca di sviluppo regionale russa
  • la prestazione di servizi pubblicitari, di ricerca di mercato e di sondaggi di opinione

L’UE sospende inoltre le licenze di radiodiffusione di altri quattro organi di informazione russi e sanziona altre 141 persone e 49 entità.

Nessuna delle misure adottate riguarda in alcun modo gli scambi di prodotti agricoli e alimentari, frumento e fertilizzanti compresi, tra paesi terzi e Russia. Tuttavia, in considerazione della ferma posizione dell’Unione volta a evitare e combattere l’insicurezza alimentare in tutto il mondo e al fine di impedire perturbazioni nei canali di pagamento per i prodotti agricoli, è stato deciso di introdurre una nuova deroga che consente di scongelare i beni di talune persone che, prima del loro inserimento in elenco, hanno svolto un ruolo significativo nel commercio internazionale di prodotti agricoli e alimentari, compresi il frumento e i fertilizzanti, e di mettere a loro disposizione fondi e risorse economiche.

D’altra parte, anche i Russi si sono adeguati e dal 15 dicembre è obbligatorio il certificato di origine per la merce proveniente dall’Europa.

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