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ADM adegua i tracciati doganali alla versione EUCDM 6.2: cosa cambia per le imprese

By 21 Agosto 2025No Comments

Con una comunicazione del 29 luglio 2025, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha annunciato un passaggio chiave per il futuro della dichiarazione doganale: l’adeguamento dei tracciati di importazione alla versione EUCDM 6.2 (European Customs Data Model). Si tratta dell’allineamento al modello dati unionale previsto dall’allegato B al Regolamento delegato (UE) 2015/2446, come modificato dal Regolamento delegato (UE) 2021/234, che porterà con sé una maggiore armonizzazione dei dati, più trasparenza e un dialogo più fluido tra operatori e autorità.

Il calendario definito da ADM segna tre momenti cruciali. I nuovi tracciati sono già disponibili dal 25 luglio nel Toolbox, così da consentire agli operatori di prepararsi per tempo. Dal 22 settembre 2025 sarà possibile testarli nell’ambiente di addestramento, occasione preziosa per verificare la tenuta dei sistemi informatici e delle procedure aziendali. Infine, il 15 dicembre 2025, i tracciati EUCDM 6.2 entreranno in produzione, con un avvio graduale che verrà dettagliato da successive comunicazioni ufficiali.

Ma cosa comporta, in concreto, questo adeguamento? In primo luogo, un rafforzamento della qualità del dato doganale: le informazioni dovranno essere trasmesse in modo sempre più coerente con gli standard europei, riducendo discrepanze e interpretazioni locali. Ne deriva una semplificazione per chi opera su più mercati, ma anche un presidio più solido contro errori e tentativi di frode. Inoltre, la nuova struttura dati faciliterà l’interoperabilità con i sistemi unionali recentemente aggiornati, tra cui quelli connessi al CBAM, confermando il progressivo intreccio tra compliance doganale e adempimenti fiscali ambientali.

Gli impatti sono rilevanti per diversi attori della filiera: gli importatori e gli spedizionieri dovranno adeguare i sistemi di trasmissione delle dichiarazioni, le software house saranno chiamate a intervenire sui propri applicativi, mentre le funzioni fiscali e di trade compliance interne alle imprese dovranno aggiornare procedure e controlli documentali. L’adeguamento non riguarda quindi soltanto la tecnologia, ma richiede un approccio organizzativo e culturale, che metta al centro la qualità e la tracciabilità delle informazioni.

Sul piano operativo, ADM invita gli operatori a utilizzare i mesi che separano dal go-live per familiarizzare con i tracciati e testarne l’applicazione pratica

In definitiva, l’introduzione di EUCDM 6.2 rappresenta un passo avanti importante: non un mero esercizio di stile informatico, ma un tassello di quella trasformazione digitale che, a livello europeo, punta a rendere le dogane più integrate, trasparenti ed efficienti. Per le imprese si tratta di una sfida che può sembrare impegnativa, ma che, se affrontata con la giusta pianificazione, diventa anche un’occasione per rafforzare la propria dogana interna e trasformare un adempimento in un vantaggio competitivo.

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