I Servizi della Commissione, a seguito di richieste da parte degli Stati Membri, hanno chiarito come debba applicarsi il divieto di esportare, direttamente o indirettamente, i beni di lusso elencati nell’allegato XVIII a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità od organismo in Russia, o per uso in Russia e, in particolare, come debba essere inteso il divieto di esportare nella misura in cui il valore dei beni sia superiore a 300 euro per articolo (art. 3 nonies del Reg. (UE) n. 833/2014 come modificato dal Reg. (UE) n. 428/2022).

Secondo le disposizioni attualmente in vigore in materia, il valore di 300 euro si riferisce al valore statistico delle merci indicato nella dichiarazione doganale di esportazione (casella 46 del DAU) da intendersi come il prezzo effettivamente pagato o da pagare, comprese le spese accessorie (trasporto e assicurazione) sostenute per consegnare le merci dal luogo di partenza fino al confine dello Stato Membro di esportazione.

Secondo la Commissione, l’espressione” articolo”, è da intendersi come “unità supplementare” talvolta richiesta obbligatoriamente nella dichiarazione doganale in aggiunta al peso netto e lordo (casella 41 del DAU).

In particolare, l’unità supplementare è la quantità dell’articolo, espressa nell’unità prevista e pubblicata nella banca dati TARIC.

Qualora l’unità supplementare non sia prevista, al fine di verificare la soglia consentita, occorre fare riferimento al numero dei colli indicato nel DAU, laddove per colli si intende il numero degli articoli o pezzi confezionati in modo tale che non possano essere separati senza dover disfare l’imballaggio.

A titolo esemplificativo, per articolo, si intende il normale imballaggio per la vendita al dettaglio, ad es. un cartone da 6 bottiglie di vino se vendute insieme, oppure una bottiglia di vino se destinata ad essere venduta separatamente.

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