+39 02.26921485     contattaci@c-trade.it

“Da questo momento si può dire che la peste ci riguardò tutti. Finora, nonostante la sorpresa e la preoccupazione suscitate da questi eventi straordinari, ognuno dei nostri concittadini aveva continuato come poteva a dedicarsi alle proprie occupazioni, al proprio posto. E così doveva senz’altro essere in seguito. Ma dopo che furono chiuse le porte, tutti si accorsero, compreso il narratore, di essere sulla stessa barca e di doversene fare una ragione. Così, per esempio, un sentimento privato quale la separazione da una persona amata divenne improvvisamente, sin dalle prime settimane, quello di un’intera popolazione e, insieme con la paura, il principale motivo di sofferenza di quel lungo periodo di esilio”.

Abbiamo scomodato il Maestro Manzoni, riecheggiando artistiche premonizioni e letterarie descrizioni di un momento così intensamente devastante, da nascondere la realtà.

Più prossimo a noi, anche il mai a sufficienza rimpianto Camus ha disegnato affreschi memorabili.

Un suo illustre connazionale, contemporaneo e Presidente, ha definito il COVID-19 un nemico invisibile e inafferrabile; il quotidiano parlare abusa del termine “guerra”, dimenticando che quest’ultima si combatte, con armi non sempre convenzionali, contro un nemico ben definito, che, oggi, sfugge e, comunque, a noi, in coscienza, il termine “guerra” non piace.

Siamo travolti da un’emergenza sanitaria, figlia di una pandemia, non importa nata dove o da chi o cosa provocata, conta solo la sua potenza distruttrice; non solo di vite umane, ma di un’idea di vita.

Siamo stati in silenzio, per due settimane.

Siamo stati in silenzio, perché sarà pur vero che il dolore degli altri è dolore a metà, ma lieve è il dolore che parla, muto è il grande.

Ora, siamo tornati; perché il rispetto del dolore e del terrore di oggi non può impedirci di pensare a un possibile domani, di costruire un possibile domani.

Il Consiglio Direttivo della BCE ha stanziato 750 miliardi di euro per l’acquisto di titoli pubblici e privati; l’Ente di Vigilanza bancaria della BCE ha liberato 1.800 miliardi di euro per finanziare prestiti a famiglie e imprese in crisi di liquidità e 120 miliardi di euro dai bilanci delle banche per assorbire perdite senza timore di misure di vigilanza.

Mme Lagarde sorvola sulle gaffes, riacquista un Draghi mood e si erge a baluardo dei cittadini europei; non è da meno Mme Von der Leyen, che attiva la escape clause del patto di stabilità, libera i governi dai suoi vincoli e li autorizza a spendere quanto sarà necessario per affrontare l’emergenza sanitaria, Keynes esulta, i milioni di disoccupati post epidemia che l’Organizzazione mondiale del lavoro inizia a paventare spaventano anzichenò.

Mentre leggiamo, non so se più spaventati o stupiti, di un’umanità ridotta a contagiati, deceduti e guariti, speriamo nella ricerca, da qualunque Paese la soluzione arrivi e ci adeguiamo a una reclusione con prospettiva ergastolo, qualcosa si muove.

E ci muoviamo anche noi, per difendere da un virus assassino non i corpi, ma le idee, quelle idee di comunione, condivisione, liberismo madri di un ordine economico globale fino a due mesi fa difeso da molti e ora da molti, in prospettiva, abiurato, quasi il metro di distanza che ci separa, per legge, dall’ altro abbia gravemente infettato anche l’anima e il pensiero, tramutando una distanza di sicurezza nella paura di ciò che è altro.

Costruire un domani possibile, studiare, analizzare, prevedere, confrontarsi, crescere, in consapevolezza e conoscenza, innovare ed offrire servizi e soluzioni interdisciplinari, concertate e condivise; il nostro Advisory Team impegna e impegnerà ogni ora della giornata e ogni giorno della settimana in un progetto tanto ambizioso, quanto stimolante.

E mentre l’epidemia vaga indisturbata, le strade deserte, le aziende chiuse, gli uffici pubblici, dogane comprese, da domani a rischio chiusura, un augurio e una speranza: che i proclami, gli annunci e i tweet sboccino presto, prestissimo in azioni.

Lo merita la memoria di chi non c’è più e la speranza di chi lotta e lavora ogni giorno; lo merita il rispetto dell’uomo qualunque, chiamato, come la storia insegna, a vincere una battaglia non sua.

Leave a Reply

Contattaci con Whatsapp whatsapp