“E come faranno, gli uomini, il 2020?”, scrivevamo a gennaio.

Mr. Johnson, Mr. Trump, Mr. Xi Jinping, Mrs. Von der Leyen, la storia la fanno gli uomini.

Quasi sempre.

Non sappiamo se la mano che ha scagliato su questo disgraziato mondo il COVID-19, rendendoci bonariamente testimoni della più brutale pandemia dell’era moderna, sia umana o divina, se il paradigma enunciato due righe sopra possa, comunque, considerarsi valido, se l’intervento soprannaturale ne infici o ne rafforzi la correttezza; ciò che sappiamo, è che la storia non si è fermata.

Continua a scorrere sotto il cielo plumbeo della paura, trasposizione reale della cinematografica finzione della partita a scacchi con la signora nera armata di falce, sospesa tra la tutela della salute e la garanzia di un’esistenza dignitosa, immersa nel mare di indecisione che ogni evento extra ordinem muove come Eolo furioso.

Presagi autunnali in chiaroscuro attendono il rientro dalle amate vacanze che i nostri governanti, virus o non virus, hanno inteso concederci, panem et circenses, una parentesi di amnesia che tutti ci auguriamo non riavvolga il nastro del tempo, se già oggi gli indici di contagio, ballerini e dispettosi, volgono dal variabile al nuvoloso. Come le prospettive economiche: prodotto interno lordo in costante discesa, blocco o sblocco dei licenziamenti, scuola sui banchi o a distanza, ufficio o smartworking, scelte dettate dall’esigenza sanitaria, che fuggano, tuttavia, dalla tentazione di ulteriori blocchi di attività.

Non c’è un Paese da ricostruire.

Ci sono una nuova società da creare, un business da innovare, mercati da trasformare.

Noi accompagneremo questo processo, per quanto ci compete, proponendo idee e soluzioni in compliance con un tale fine; con l’editoriale ci rivediamo a settembre, l’informazione di C-Trade, invece, continua, il mese di agosto come i precedenti.

 

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