Il tema delle materie prime critiche continua a occupare un ruolo sempre più centrale nelle politiche economiche e commerciali europee e nazionali. In un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, instabilità delle supply chain e crescente competizione per l’approvvigionamento di risorse strategiche, anche la gestione dei rottami metallici assume una valenza che va ben oltre il semplice commercio.
Con il DPCM 11 febbraio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2026, il legislatore interviene introducendo nuove soglie quantitative per l’esportazione di rottami metallici, rafforzando il sistema di monitoraggio già previsto dall’articolo 30 del decreto-legge n. 21/2022 .
Si tratta di un intervento che incide direttamente sull’operatività delle imprese esportatrici e che richiede un’attenta revisione dei processi logistici e documentali.
Negli ultimi anni, i rottami metallici hanno assunto un ruolo strategico all’interno delle filiere produttive, soprattutto in settori ad alta intensità industriale.
Il legislatore, già con il decreto-legge n. 21/2022, ha introdotto un sistema di monitoraggio per le esportazioni di materie prime critiche, con l’obiettivo di:
- tutelare l’interesse nazionale;
- garantire l’approvvigionamento delle filiere strategiche;
- prevenire fenomeni distorsivi nei flussi commerciali.
Il nuovo decreto si inserisce in questo quadro, introducendo criteri più puntuali e calibrati sulle caratteristiche specifiche dei materiali.
L’elemento centrale del decreto è rappresentato dalla definizione di nuove soglie quantitative che fanno scattare l’obbligo di notifica per l’esportazione di rottami metallici classificati nei codici:
- 7404 (rame);
- 7602 (alluminio);
- 7902 (zinco).
Le soglie sono state differenziate in funzione della tipologia di materiale, tenendo conto delle differenze in termini di peso e valore.
In particolare:
- per i rottami di rame e alluminio (7404 e 7602):
- obbligo di notifica oltre 75 tonnellate per singola operazione;
- oppure oltre 150 tonnellate complessive su base mensile;
- per i rottami di zinco (7902):
- obbligo di notifica oltre 50 tonnellate per singola operazione;
- oppure oltre 100 tonnellate mensili
Questo sistema introduce una doppia soglia:
– per singola spedizione
– e per cumulato mensile
Un elemento che impone alle imprese un monitoraggio costante e strutturato delle proprie operazioni. Uno degli aspetti più rilevanti del decreto è proprio il passaggio da una logica basata sulla singola operazione a una visione più ampia e aggregata. Non è più sufficiente valutare ogni spedizione isolatamente.
È necessario considerare l’insieme delle esportazioni effettuate nel corso del mese.
Questo implica:
- tracciabilità puntuale dei volumi esportati;
- coordinamento tra diverse spedizioni;
- integrazione tra funzioni aziendali (logistica, commerciale, compliance).
In assenza di un controllo adeguato, il rischio è quello di superare le soglie senza aver attivato la procedura di notifica. Il superamento delle soglie attiva l’obbligo di notifica previsto dall’articolo 30 del decreto-legge n. 21/2022. Si tratta di un passaggio fondamentale, che consente alle autorità di:
- monitorare i flussi di esportazione;
- valutare eventuali impatti sull’interesse nazionale;
- intervenire, se necessario, per tutelare le filiere strategiche.
È importante sottolineare che l’obbligo si applica:
– anche a materiali non originari dell’Italia
– e indipendentemente dalla provenienza dei rottami
Le disposizioni del decreto non sono immediatamente operative.
È previsto un periodo di transizione, le nuove regole entreranno in vigore quattro mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Questo lascia alle imprese un margine temporale per adeguare i propri processi.
Il decreto introduce un livello di complessità maggiore nella gestione delle esportazioni di rottami metallici.
Le imprese devono ora:
- monitorare costantemente i volumi esportati;
- verificare il superamento delle soglie su base mensile;
- attivare tempestivamente le procedure di notifica;
- integrare i controlli doganali nei propri sistemi gestionali.
In particolare, diventa fondamentale:
– pianificare le spedizioni
– evitare frammentazioni artificiali delle operazioni
– garantire la tracciabilità dei dati
Questo intervento normativo conferma una tendenza ormai evidente, che i rottami metallici non sono più considerati semplici residui industriali, ma risorse strategiche per il sistema produttivo. Di conseguenza, la loro esportazione diventa oggetto di attenzione crescente da parte del legislatore.
Se la tua azienda opera nell’export di rottami metallici, è il momento di verificare se i tuoi processi sono allineati alle nuove soglie e agli obblighi di notifica.
Perché, in un contesto sempre più regolato, la gestione corretta dei flussi non è solo una questione operativa… ma una leva di continuità e sicurezza per il business.