Classificazione Doganale

La Corte UE: i quaderni di Sudoku rientrano tra le pubblicazioni periodiche stampate

By 5 Novembre 2025No Comments

Con la sentenza del 1° agosto 2025 nella causa C-375/24, Keesing Deutschland GmbH contro Finanzamt für Körperschaften II, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha chiarito un punto curioso ma importante al crocevia tra fiscalità e classificazione doganale: i quaderni di Sudoku pubblicati periodicamente devono essere considerati pubblicazioni periodiche stampate ai sensi della voce doganale 4902 della Nomenclatura Combinata (NC).

La decisione, apparentemente marginale, ha implicazioni significative in materia di aliquota IVA ridotta e di coerenza interpretativa tra normativa fiscale e doganale.

La controversia è sorta in Germania, dove la società Keesing Deutschland GmbH, editrice di riviste e giochi stampati, aveva applicato un’aliquota IVA ridotta alle proprie pubblicazioni di Sudoku, periodicamente diffuse ogni otto settimane.

L’amministrazione fiscale tedesca (Finanzamt für Körperschaften II) aveva contestato tale applicazione, sostenendo che i quaderni di Sudoku non potessero essere assimilati a “pubblicazioni periodiche stampate” in quanto non contengono testi redatti prevalentemente con caratteri alfabetici, come avviene per riviste, giornali o altre opere di stampa.

Il giudice tedesco (Finanzgericht Berlin-Brandenburg) ha quindi rimesso la questione alla CGUE per chiarire se tali prodotti rientrino o meno nella voce doganale 4902 del Regolamento (CEE) n. 2658/87, che include le “pubblicazioni periodiche stampate o in altre forme”.

La Corte ha stabilito che i quaderni di Sudoku, composti da pagine rilegate contenenti griglie numeriche parzialmente compilate e destinate a essere completate dai lettori, rientrano pienamente nella voce 4902 NC, in quanto:

  • sono pubblicati con periodicità regolare (ogni otto settimane nel caso specifico);
  • sono destinati alla lettura o all’interazione del pubblico, come qualsiasi altra rivista o periodico;
  • e, soprattutto, costituiscono “pubblicazioni stampate” nel senso proprio del termine, indipendentemente dal fatto che il loro contenuto sia composto da numeri piuttosto che da testo alfabetico.

La Corte ha sottolineato che la nozione di “pubblicazione periodica” non è subordinata alla presenza di contenuti testuali o informativi, ma si riferisce alla forma editoriale e alla destinazione d’uso del prodotto.
Pertanto, i quaderni di Sudoku pubblicati regolarmente devono essere trattati come periodici, e dunque possono beneficiare delle aliquote IVA ridotte previste per le pubblicazioni stampate dagli Stati membri ai sensi dell’articolo 98 della Direttiva 2006/112/CE.

La sentenza Keesing Deutschland ribadisce un principio importante: la nomenclatura combinata doganale può fungere da riferimento anche per l’applicazione dell’IVA, quando le categorie fiscali fanno espresso rinvio a essa.
In questo modo, la Corte riafferma la necessità di uniformità interpretativa tra le diverse discipline del commercio e della fiscalità, evitando che uno stesso bene sia trattato in modo incoerente a seconda del contesto normativo.

Per gli operatori economici e gli editori, la sentenza introduce una certezza importante:
le pubblicazioni ludiche o interattive stampate, come quaderni di cruciverba, giochi logici o enigmistici, potranno essere considerate periodici ai fini IVA, purché rispondano ai criteri di regolarità e formato tipici delle pubblicazioni editoriali.

Sul piano doganale, la decisione rafforza la coerenza dell’interpretazione della voce 4902 NC, confermando che il concetto di “pubblicazione periodica” non è vincolato al contenuto linguistico, ma all’uso e alla struttura del prodotto.

La Corte di Giustizia, con questa pronuncia, amplia in senso moderno e coerente il concetto di pubblicazione periodica, riconoscendo che anche i prodotti editoriali ludici — come i quaderni di Sudoku — partecipano pienamente dell’industria culturale e dell’informazione, e meritano lo stesso trattamento fiscale delle riviste tradizionali.

Una decisione che, dietro l’apparente leggerezza del tema, riafferma un principio fondamentale: l’armonizzazione del diritto doganale e tributario deve andare di pari passo con l’evoluzione delle forme editoriali e dei consumi culturali.

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